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Brani

Francesca Bisogno

 Smaschera la paura!

Ed. Paoline 2006

 

La paura fa parte della nostra vita e spesso influenza negativamente le nostre giornate, i nostri pensieri e le decisione che quotidianamente prendiamo.

            Per non soffrire ci cuciamo addosso delle maschere e con esse nascondiamo il nostro cuore, i rapporti con gli altri e soprattutto …con Dio.

            Le maschere sono bugie che ogni giorno ed in maniera costante raccontiamo al nostro cuore per proteggerci, per sentirci più forti e per evitare pericoli e dolori.

            Ma queste maschere ci impediscono di essere noi stessi, di non apprezzare il bello degli altri e di non riconoscere la presenza e l’amore di Dio.

            Le varie paure: del poco, di sbagliare, di soffrire, di perdere tempo, di amare e di accendere gioia.

            In ogni capitolo viene analizzata la paura e poi esposta la cura.

            La grande cura è aver fiducia in Qualcuno che ci rassicura, ci dà la gioia, la forza e il senso alla nostra vita e quel Qualcuno è … Gesù.

            Lui non ci abbandona mai, anche Lui come noi ha conosciuto la paura, l’angoscia, la sofferenza e quindi ci accetta per quello che realmente siamo.

            Il Signore spalanca il cuore e le braccia anche quando noi crediamo più alla nostra insicurezza e al nostra dolore.

            Sa guardare dentro di noi e solo in Lui, togliendo le maschere, possiamo riappropriarci della nostra vita credendo e mando noi stessi, gli altri e Dio stesso con i nostri limiti e le nostre debolezze.

                                                          La Paura del poco.

            La maschera del poco la indossiamo quando abbiamo paura di avere o di ricevere poco, vivere poco o essere poco. Siamo convinti che il poco non ha valore e non ci può dare gioia. Questo accade quando:

  1. Non doniamo niente perché pensiamo che sia troppo poco quello che possiamo donare.
  2. Per paura di valere poco assumiamo la maschera di persone speciali.
  3. Quando siamo contenti solo se la persona a cui teniamo ci dà molto e se ciò non accade la rimproveriamo o assumiamo l’atteggiamento di freddezza per non farci scoprire.
  4. Riteniamo meccaniche, uguali e ripetitive le situazioni che viviamo ogni giorno.
  5. Crediamo che Dio ci dia poco, quindi dobbiamo prendere dalla vita, da Lui e dal prossimo ciò che manca perché sono “gli altri che devono darci quello che ci serve”.

 Dio e il “poco”.

            Ma Dio cosa pensa del poco?...

    Da piccoli granelli di senape ha fatto miracoli. Lui, divinità che si è incarnata per essere vicino all’uomo, testimonia che, entrando con Lui in tutte le cose, anche le più insignificanti, noi siamo felici. Quindi la gioia non dipende da cosa viviamo, ma da come viviamo il poco che appare tale nascondendo l’infinito.

            E allora… che fare? 

  1. Doniamo ciò che siamo ed abbiamo con fiducia senza pensare se sia poco o tanto.
  2. Dobbiamo liberare il cuore dal considerarci speciali. Siamo speciali perché siamo NOI! Essere speciali è vivere la vita mettendo amore in ogni cosa.
  3. Non pretendiamo tanto dagli altri Il ’tanto’ che pretendiamo dobbiamo trasformarlo in ‘tanto gratuito’ che noi con rispetto possiamo donare loro.
  4. Gesù deve essere presente in ogni attimo della nostra vita. Ogni tappa è importante per raggiungere l’obbiettivo. E’ amando ciò che viviamo che si raggiunge l’obbiettivo.
  5. In tutte le nostre azioni dobbiamo fare entrare Dio, solo riconoscendo la sua presenza nella quotidianità riusciremo a realizzare e a costruire insieme agli altri.
  6. Doniamo il perdono a chi ci dà poco e riconciliamoci con Dio. Affidiamo a Lui le nostre paure, le nostre insicurezze e solo fidandoci di Lui riprenderemo le redini della nostra vita.

   La paura di sbagliare.

    Questa paura ci prende quando temiamo di farci vedere nelle nostre verità... non siamo Dio e perciò siamo perfettibili e non perfetti.

Abbiamo paura di sbagliare quando:

1.      Evitiamo di cominciare ad imparare una cosa nuova e la rimandiamo perché temiamo il confronto con gli altri.

2.      Temiamo che gli altri vedano la nostra umanità mentre noi vogliamo mostrare la nostra bravura e la nostra intelligenza.

3.      Quando persa la speranza ci allontaniamo sempre più da Dio perché temiamo di non essere perdonati.

4.      Quando rimproveriamo qualcuno che sbaglia.

5.      Quando per timore di rapportarci agli altri ci chiudiamo in noi stessi ed evitiamo di comunicare, di chiarire.

 Fidiamoci dell’amore.

 E’ un grande errore nascondersi dietro la paura di sbagliare… Chiediamo al Signore di saper sempre distinguere il bene dal male e di scegliere sempre il primo… e se sbagliamo, Dio è sempre pronto a perdonarci perché ci ama e sa che siamo imperfetti.

                                                Dobbiamo fidarci dell’amore di Dio perché:

  1. Accettiamo con serenità di non saper fare alcune cose meglio degli altri e sforziamoci di imparare sempre cose nuove. Permetteremo a Dio di usarci per il bene nostro e degli altri.
  2. Siamo strumenti di amore così come siamo. Gli altri hanno bisogno dei nostri sorrisi, di gioia, di tenerezza e anche della nostra umiltà nel riconoscere i nostri errori. Solo aprendo il nostro cuore, accettiamo la nostra umanità e la ancoriamo al Signore.
  3. L’amore di Dio per noi è più forte e più grande di qualunque errore…

La paura della sofferenza.

Questa paura ci convince che insieme al dolore c’è solo disperazione e distruzione. Ci costruiamo addosso una corazza per proteggerci e a poco a poco c’induriamo sempre di più e soffriamo.

Ciò succede quando:

1)  Viviamo situazioni che ci appaiono molto dolorose allora ci ribelliamo chiudendoci nel dolore e nella rabbia.

2)  Quando viviamo solo ed esclusivamente per un affetto ad una persona e quindi si vive solo in funzione di ciò che si desidera e si sente.

3)  Giudichiamo esagerato se qualcuno soffre ed evitiamo di aiutarlo, oppure per timore di vedere soffrire una persona i sostituiamo a lei.

4)  Quando siamo feriti da qualcuno ed allora mascheriamo il dolore con una grande rabbia e fingiamo di essere distaccati.

5)  Non sopportiamo più il dolore cronico e perdiamo la fiducia in Dio per paura di dover subire il dolore se crediamo in Lui.

6)  Quando viviamo in continua ansia perché temiamo che gli eventi ci possano fare del male.

 

AHI CHE MALE IL DOLORE!

Più crediamo al potere del dolore e più ci facciamo prendere dalla disperazione. Gesù guarda alle nostre sofferenze, Egli sa cosa vuol dire soffrire e sentirsi soli, ma………… la croce nasconde la Resurrezione. Il dolore può toccarci  ma se continuiamo a credere e ad amare, da questo dolore nascerà qualcosa di nuovo…………E allora:

 

1)  Offriamo a Dio il dolore e la fatica, sicuri che in futuro porteranno frutti.

2)  Chiediamoci quando siamo presi da un forte sentimento, che cosa si nasconde…………scopriremo che si sta cercando di riempire un vuoto profondo e quindi dobbiamo ridimensionarlo con il criterio dell’amore gratuito.

3)  Non possiamo sostituirci alla persona che soffre ma possiamo aiutarla a sperare, ad amare e a superare il dolore con la nostra vicinanza.

4)  Dietro la rabbia nei confronti degli altri c’è un grande dolore interiore. Per amare veramente noi per primi dobbiamo andare verso l’altro, riconciliandoci e chiedendo perdono, chiunque sia l’offeso.

5)  Dio ci dona nuove forze e serenità per vivere il dolore cronico. Solo se crediamo al suo grande amore per noi, superiamo tutte le sofferenze e se questo non dovesse accadere non dobbiamo avere paura perché Lui è sempre con noi e ci sostiene.

6)  Il male anche se ci fa soffrire, non può distruggere il nostro cuore perché Gesù ci ha promesso che anche nella sofferenza possiamo ottenere pace e serenità.

 

 La paura di perdere tempo                                                                                                                                                       

  Temiamo sempre di avere poco tempo per fare quello che ci piace davvero e che ci rende realizzati, perciò ci arrabbiamo quando evitiamo le cose che non sono quelle che vorremmo e così mascheriamo il nostro cuore con un grande vuoto.

Quando:

1)  Per allontanarci da un compito che ci sembra gravoso fuggiamo con la mente e con il cuore per poi sentirci sempre più stressati e tristi.

2)  Diamo il meglio di noi stessi per alcuni momenti speciali della vita o delle nostre giornate mentre diamo ad altre giornate vuote e banali solo incombenze. Ma in questo modo riserviamo l’uso dei nostri talenti solo a ciò che riteniamo speciale.

3)  Non offriamo aiuto ed attenzione, trattando tutti nervosamente e frettolosamente per paura di non fare in tempo a fare tutto.

4)  Pensiamo che non possiamo recuperare il tempo per amare, per ricominciare e ci convinciamo che non abbiamo più entusiasmo e desideri e così ci blocchiamo. 

                                                           VIA LA MASCHERA

Dobbiamo imparare che il tempo ci è stato donato e non dobbiamo usarlo per fuggire dal presente. Dobbiamo vivere ogni attimo con attenzione perché è un dono, ci è stato dato da Gesù e solo apprezzando ogni momento della nostra vita riusciremo a dare un senso anche a ciò che ci pesa e che non comprendiamo. Ecco quindi:

1)  Affidiamo a Gesù ogni compito e pensiero, anche quelli che ci sembrano più pesanti,solo così scopriremo che qualsiasi “ peso” con Gesù diventa più “ leggero” e produce frutto.

2)  Viviamo con talento e fiducia ogni attimo della nostra vita perché Dio rende speciale ed unico ogni momento.

3)  Usiamo il nostro tempo per dimostrare al nostro prossimo quanto siamo felici che esista………… facciamo pace con le nostre ansie.

4)  Chiediamo perdono a Dio perché la sua misericordia è più forte di ogni nostra paura o sbaglio. Doniamo a Dio il nostro dolore solo così saremo “ nuovi” in ogni momento.

5)  Esprimiamo verso il prossimo affetto gratuito.

La paura di amare.

Che gioia quando si ama. Ma una paura ci assale: se amiamo saremo davvero felici? Ed il nostro amore sarà ricambiato? Così cominciamo a credere che amore costa fatica e rinuncia.

Ciò succede quando:

1)  Confondiamo << amore> > con << sentire amore o affetto>>: se ci sentiamo amati e ricambiati ci doniamo e esigiamo sempre di più da chi ci ama.

2)  Pensiamo che non abbiamo nulla do buono da donare e quindi non ci lasciamo conoscere, aiutare…………

3)  Amiamo solo chi ci fa del bene e ci capisce.

4)  Crediamo che basti desiderare di amare con il pensiero o la preghiera ma appena qualcuno ci chiede aiuto rifiutiamo perché noi siamo fatti per compiti importanti e visibili.

5)  Aspiriamo ad avere la totalità del rapporto con l’altro e se il nostro prossimo cerca un’altra amicizia, temiamo che non vuole più affetto da noi e ci chiudiamo.

6)  Amare per noi significa essere uguali per cui cerchiamo di modellare gli altri a nostra immaginazione, in caso contrario non li non li capiamo e diciamo che “ sono loro” che si allontanano.

IMPARARE AD AMARE

S’impara ad amare e ce lo insegna Gesù , lui ci accetta sempre anche con i nostri errori e le nostre paure. Dobbiamo imparare da amare, a ricominciare, a perdonare e a credere………… In che modo?

1)  Dobbiamo affidare a Dio la nostra fame interiore,amiamo l’altra persona per quello che è e che vuole davvero e smettiamola di renderci schiavi del nostro sentimento.

2)  Siamo << capolavori>> così come siamo,amiamo anche se non vediamo le stesse qualità.

3)  Gesù ci ha detto “quale merito ne avrete ad amare solo quelli che vi amano?”. Non dobbiamo amare solo chi ci ricambia,ma dobbiamo sforzarci ad amare con gesti concreti chi ci fa del male,solo così proveremo una grande gioia.

4)  Ogni atto d’amore porta frutto anche a distanza di tempo,pagando Dio con fiducia accettiamo con gioia anche quei compiti che ci sembrano poco importanti.

5)  Il nostro cuore è grande e tutti facciamo il bene ed il male,quindi chiediamo scusa se a volte riteniamo di essere sempre buoni e di avere sempre ragione.

6)  L’amore si arricchisce nelle differenze: dobbiamo imparare ad amare l’altro per come è,riconoscendolo unico e diverso da noi.

La paura di << accendere >> la gioia

Viviamo prigionieri di una maschera triste quando abbiamo paura di non sapere dare gioia.

E ciò accade quando:

1)  Aspettiamo che la situazione o le persone riempiano le nostre giornate di gioia, di amore e di senso perché noi non lo sappiamo fare.

2)  Ci adeguiamo al nostro prossimo triste,freddo e silenzioso e con il nostro atteggiamento aumentiamo la lontananza e gli equivoci.

3)  Non ci interessiamo agli altri per pura di essere rifiutati o invasi e quindi blocchiamo ogni nostra iniziativa.

4)  I nostri problemi sono sempre più importanti degli altri e ci lamentiamo continuamente.

5)  Abbiamo paura di aver diritto alla gioia oppure temiamo che la gioia prima o poi finisce e quindi staremo peggio.

6)  Crediamo in un Dio che ci fa solo soffrire, ci opprime e ci fa sempre rinunciare a qualcosa.

 

NON SIAMO SOLI

Spesso crediamo alla bugia che la gioia non possa cominciare da noi, temiamo infatti di perdere l’attenzione degli altri ed il loro <<accadimento>>psicologico,emotivo e pratico. Ma Dio ci vuole nella gioia e se glielo chiediamo con fede ci dà tutto il necessario per riuscirci.

E allora:

1)  Cominciamo da un gesto o una parola per donare qualcosa di bello agli altri e a noi stessi.

2)  Parliamo con gioia e di cose belle senza farci influenza dell’umore degli altri.

3)  Accettiamo con gioia gli altri perché dietro di loro c’è Gesù, crediamo nella loro bellezza interiore, che pur nascosta c’è!

4)  Non lamentiamoci sempre perché noi stiamo male, così facendo allontaniamo gli altri ma……………impariamo ad ascoltare e ad amare l’altro con cui parliamo e la gioia nascerà dentro di noi.

5)  Dio vuole che siamo felici, dobbiamo crederci perché Lui ci ha fatti così, quindi sorridiamo a noi stessi ed interessiamoci alla vita e agli altri.

6)  Dio vuole che rinneghiamo le nostre paure, i pensieri negativi e tutto ciò che non ci fa bene. Solo riscoprendo la gioia del Vangelo e la sua Buona Notizia ci alleniamo ad amare, diamo senso a tutto ciò che facciamo e soprattutto incontriamo Gesù che ci sta aspettando a braccia aperte.

 

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