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Mese di maggio

Il leone timoroso

 

U

na Missionaria della Scuola, l’indiana Agnese D’Souza, ricorda suo padre Giacomo, che a notte avanzata dovette farsi strada nella foresta: aveva lasciato Karachi, nel Pakistan, dopo una giornata di lavoro come rappresentante d’una fabbrica, per rientrare a casa, su di una piccola isola dove viveva con la moglie e una figlioletta.

All’ improvviso avvertì un fruscio alla sua destra, e un leone sbucò dal folto delle piante avvicinandosi cautamente. L’uomo si sentì perduto: non era armato, ma stringeva nella mano la corona del Rosario che, come sempre, recitava durante la sua marcia solitaria, per stare in compagnia con la Madonna.

Uscì in uno spiazzo illuminato dalla luna e tese verso la belva la sua unica arma, quella corona da cui non si separava mai. Il leone si arrestò incerto, mentre la coda sferzava l’aria nervosamente. Chissà che cosa lo obbligò a rinun­ciare: invece di balzargli addosso, si proiettò all’indietro e scomparve subito nell’intrico della vegetazione.

Un miracolo? Così lo rievoca oggi la religiosa D’Souza, che a quel tempo aveva cinque anni ed era la quarta dei dodici figli di Giacomo e Monica, i coniugi pakistani,  una famiglia privilegiata dal Signore, che ha dato alla Chiesa quattro sacerdoti e cinque religiose.

E Agnese insegna ora ai suoi piccoli scolari di Multan che «arma segreta» è mai il Rosario, quando si invoca l’aiuto di Dio, per mezzo di Maria.

 


 

 

U n Angelo fu inviato dal cielo a dire alla Madre di Dio:

 ‘Ave!’

E vedendo, oh Signore, che, a questa parola immateriale,

Ti incarnavi in lei, preso d’ammirazione,

stette davanti alla Vergine e disse:

 ‘Ave, tu per cui risplenderà la gioia.

Ave, tu per cui cesserà la maledizione.

Ave, sollievo di Adamo.

Ave, tu che asciughi le lacrime di Eva.

Ave, vetta inaccessibile al pensiero umano.

Ave, abisso impenetrabile agli occhi degli angeli.

Ave, tu che sei il Trono del Grande Re.

Ave, tu che porti Colui che porta tutte le cose.

Ave, Stella annunciatrice del Sole.

Ave, grembo della divina incarnazione.

Ave, per te è rinnovata l’intera creazione.

Ave, per te e in te è adorato il Creatore.

Ave, Sposa Vergine’.

 

dall’Inno Akáthistos

 


 

D io ti salvi, Maria,
che sei piena di grazia;
di grazie sei la sorgente e la corrente

Il Dio Onnipotente
con te è stato;
perciò ti ha preservato immacolata

Benedetta e lodata
sopra tutti gloriosa
sei mamma, figlia e sposa del Signore

Benedetto il fiore,
frutto del seno;
Gesù, fiore Divino Signore nostro

Prega tuo figlio
per noi peccatori,
che tutti gli errori ci perdoni

E ci dia grazie,
nella vita e nella morte,
e una buona sorte, in Paradiso.

Anonimo Sardo

 

 

M

aria vuole donare agli uomini tante grazie, ma gli uomini si dimenticano di chiederle. Il sentimento più mortificante che ci

può capitare è quello di preparare dei regali, con gioia e attenzione, e poi accorgerci che coloro per i quali li abbiamo preparati non li vogliono.

Maria è espressione della generosità e della Provvidenza di Dio. Ha le braccia cariche di doni per gli uomini, ma gli uomini fanno finta di niente, le voltano le spalle, si lasciano prendere da tante altre cose che credono più importanti.

In questo nostro tempo, il mondo ha più che mai bisogno di Maria e delle sue grazie. Eppure come sono pochi coloro che si ricordano di pregarla con fede. Se vogliamo sapere che cosa sono i miracoli, preghiamo Maria.

da Bruno Ferrero,  Ave, o Maria, Ldc

 

Madre di Gesù Cristo, io non vengo a pregare:
non ho nulla da offrire.
Vengo solo, oggi, a guardarti.
Guardarti e piangere di gioia,
sapendo che io sono tuo figlio
e che tu sei qui vicina a me.
Essere insieme a Te, Maria, qui dove sei tu.
Non dire nulla, cantare,
solo perché il cuore è troppo pieno.
Perché sei bella, sei immacolata,
la donna restituita alla Grazia.
Sei la creatura nella sua prima felicità,
cosi come è uscita da Dio
nel mattino del suo originale splendore.
Ineffabilmente intatta,
perché tu sei la Madre di Gesù Cristo,
che è la verità tra le tue braccia,
la sola speranza, il solo frutto.
Perché tu sei la Donna,
l'Eden dell'antica tenerezza dimenticata
il cui sguardo va diritto al cuore
e fa sgorgare lacrime accumulate.
Semplicemente perché tu esisti,
oh Madre di Gesù Cristo,
sii ringraziata.
Paul Claudel

Alla Vergine

Ave stella del mare.

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