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Bruno Forte Confessarsi perché?
Vai a Confessarsi perché? Prima e seconda parte in Magistero in briciole. Per che cosa vivere? Abbé Pierre Mi chiedono spesso: qual è lo scopo della vita? Malgrado tale assurdità, ho tuttavia una certezza che sento mia dal momento in cui ho incontrato Dio nell' adorazione, quando ero un giovane frate cappuccino. Tremando, con grande scandalo della mia intelligenza ma con la convinzione del cuore e della fede, io rispondo: lo scopo è di imparare ad amare. Amare è quando tu, l'altro, sei felice, e allora sono felice anch'io. E quando tu, l'altro, sei infelice, e soffri, allora sono in pena anch'io. È tutto molto semplice. Allora dico: la vita è un po' di tempo concesso ad alcune libertà, per imparare, se vuoi, ad amare, con la certezza di dover lottare contro il male. Significato della creazione: l'amore che risponde all' amore. Se non ci fosse al culmine questo fatto, dove d'improvviso due libertà possono concedersi e amarsi, tutta la creazione sarebbe assurda Amore e felicità Mi sono reso conto, con il trascorrere del tempo, che è importante distinguere bene la felicità dall'amore. Anche se la gioia che accompagna l'amore è incomparabile a ogni altra e determina la felicità più grande, è però fragile e non impedisce le sofferenze. Amare non impedisce dunque di soffrire. Come diceva la Vergine Maria a Bernardette di Lourdes: «In questa vita ti prometto di insegnarti ad amare ma non necessariamente a essere sempre felice». Naturalmente tutti gli esseri umani cercano la felicità. Ma vivere una vita cristiana autentica non è cercare la felicità a ogni costo. È cercare 1'amore, quale che sia il prezzo da pagare. Dicendo questo, sono ben consapevole di una degenerazione che conviene evitare e nella quale sono caduti molti cristiani pii: quella del dolorismo. Contrariamente a quanto ci hanno insegnato, il merito non ha alcun rapporto con la difficoltà. Il merito si misura dall'amore con cui un atto viene eseguito e non da quel che costa (dolorismo). Il dolorismo è una perversione e una caricatura della vita cristiana che consiste nel ricercare la sofferenza, o nel compiacersene, con il pretesto che Gesù ha sofferto. No. Bisogna semplicemente accettare la vita come si presenta, e se non è possibile evitare una sofferenza, allora è meglio accettarla con amore che ribellarsi o fuggirla rinchiudendosi in sé stessi.
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