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Don Gennaro Matino
<< Insegnaci a pregare >> : così i discepoli chiedevano al Maestro una parola che potesse lanciare ponti al cielo; stessa richiesta di tanti, oggi, in cerca di preghiera più che di preghiere. Una via che dicesse l'uomo a Dio e rivelasse Dio all'uomo, un metodo che garantisse nella parola un incontro.
Gesù di Nazareth racchiude nel
Padre Nostro tutto il suo messaggio di salvezza. Egli non offre leggi né statuti
né precetti morali, ma il Padre che è nei cieli. Anzi un papà. Dio è Padre, Abbà,
questo il grido sorpreso che in queste pagine ci è riconsegnato. Un Dio di
tenerezza che cerca di abbracciare ogni suo figlio.
LA SCONVOLGENTE ATTUALITÀ DEL PATER. Carlo Cibien
La preghiera del Padre nostro è quella che
caratterizza da sempre il cristiano. Ma è anche la preghiera che forse – assieme
all’Ave Maria – si recita in modo tanto distratto da sbagliare gli accenti delle
parole. È normale ascoltare alla radio o direttamente in chiesa la domenica:“
Com’in cielo, còs’in terra […]”. San Francesco, come l’apostolo Paolo – ma la cosa dovrebbe valere per ogni cristiano serio – si erano lasciati talmente “cristificare” da portare anche fisicamente i segni di questa identificazione. Si erano lasciati trasformare in “figli” nel Figlio. Questa coscienza fu immediatamente generalizzata nella Chiesa. Un documento importante, come la Didaché nel quale alcune parti risalgono alla seconda metà del I secolo, ci offre una delle prime preghiere eucaristiche, e la formula così: “Così dovete rendere grazie, dapprima riguardo al calice: Ti ringraziamo, Padre nostro, per la santa vita di Davide, tuo servo, che ci hai fatto conoscere per mezzo del tuo servo Gesù; gloria a te nei secoli. Come questo pane spezzato era disperso sui colli e, raccolto, è diventato una sola cosa, così sia riunita la tua Chiesa, nel tuo Regno, dai confini della terra; tua è la gloria, la potenza par Gesù Cristo nei secoli” (Didaché, 9,1-4). Chi aveva ideato quella preghiera conosceva bene il senso profondo del Padre nostro e sapeva coniugare alla perfezione la lex. Anche don Gennaro Matino, parroco e docente di Teologia pastorale a Napoli, non scherza. Nel suo scritto "Un Padre scandalosamente nostro" (San Paolo 2005) egli ci ripresenta la preghiera che Gesù insegnò ai suoi discepoli riportandola ad un livello di tale attualità e sconvolgente vitalità, da destare in noi – forse un po’ assonnati o caduti nei lacci dell’abitudinarietà – un rinnovato interesse che a mano a mano che la lettura procede si fa contagioso.
Il libro prende in esame, nei dodici
capitoli, ogni singola frase della preghiera del Signore e, dopo averla
introdotta con una composizione, una sorta di panoramica sulle realtà
drammatiche o anticipatrici del Regno, la cala in un bagno di umanità o di
Trinità. E quando la frase riemerge, assumendo il suo significato più ricco, può
diventare oggetto di meditazione profonda e inizio di un nuovo cammino per il
lettore.
E, accanto alla figura di Gesù, si colloca la figura
esile e nel contempo possente di Sua Madre che se per un verso risponde al
Padre, dicendo all’Angelo:"Ecco la serva del Signore; si faccia di me come hai
detto tu" (Lc 1,38), per un altro verso a Cana dirà ai servi di tavola : "Fate
quello che vi dirà" (Gv 2,5), mostrando che il regno è venuto e si sta
manifestando in tutta la novità dei suoi segni. |
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