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Briciole di saggezza
Quando il fuoco divino, venendo dall'alto, comincia a infiammare il cuore dell'uomo, le passioni subito diminuiscono e perdono la loro forza. Il peso, da grave che era, si fa più lieve e, nella misura in cui cresce l'ardore, non è difficile che il cuore umano si senta così leggero da prendere ali come di colomba. Roberto Bellarmino
Spirito potente, infondi nell’anima mia la rugiada della tua soavità; inondala con la pienezza della tua grazia. Ara il terreno indurito del mio cuore, perché possa accogliere e fruttificare il seme della Parola. Solo per la tua infinita sapienza tutti i doni fioriscono e maturano in noi. Stendi la tua destra su di me e fortificami con la grazia della tua grande misericordia. Dissipa dall’anima mia la fosca nebbia dell’errore e disperdi le tenebre del peccato perché possa elevare la mente e il cuore dalle cose terrene alle cose celesti. S. Gregorio di Narek
Le parole umane non possono racchiudere ciò che lo Spirito di Dio rivela. S. Giovanni Della Croce
Aiutami, Signore, a illuminare la confusione delle cose con la chiarezza della fede e a trasformare nella forza della fiducia la difficoltà di tutto ciò che pesa su di me. E il tuo Spirito Santo possa testimoniare nel mio cuore che io sono veramente Tuo figlio e ho ragione quando accetto tutti gli avvenimenti dalla tua mano. Fa’ che nella certezza del Tuo amore trovino risposta quelle domande a cui nessuna sapienza umana può rispondere. Tu mi ami, Tu rispondi a ogni mia domanda, fa’ che io lo senta quando giunge l’ora della prova. Romano Guardini
Noi chiediamo sempre lo Spirito Santo perché lo Spirito Santo ci trasformi in Cristo. Ma perché lo Spirito Santo non ci trasforma mai in Cristo? Perché noi siamo come quei monelli che vanno a suonare il campanello e poi scappano. Noi andiamo a suonare il campanello allo Spirito Santo quando lo invochiamo, ma prima che arrivi tagliamo la corda! Card. G. Colombo
Affrettati dunque a essere partecipe dello Spirito Santo. Quando lo si invoca, si fa presente, né lo si potrebbe invocare se già non fosse presente. Quando, invocato, viene, vi giunge con l'abbondanza della benedizione di Dio. Egli è la carità che trascina, egli la dolcezza che affascina, egli è la via dell'uomo a Dio, egli l'amore di chi ama, egli la devozione, egli la pietà.
Guglielmo
di Saint-Thierry (circa 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
Spirito Santo, dono del Cristo morente, fa’ che la Chiesa dimostri di averti ereditato davvero. Trattienila ai piedi di tutte le croci. Quelle dei singoli e quelle dei popoli. Ispirale parole e silenzi, perché sappia dare significato al dolore degli uomini. Così che ogni povero comprenda che non è vano il suo pianto e ripeta con il salmo: “Le mie lacrime, Signore, nell’otre tuo raccogli”. Rendila protagonista infaticabile di deposizione dal patibolo, perché i corpi schiodati dei sofferenti trovino pace sulle tue ginocchia di madre. In quei momenti poni sulle sue labbra canzoni di speranza. E donale di non arrossire mai della Croce, ma di guardare ad essa come all’antenna della sua nave, le cui vele tu gonfi di brezza e spingi con fiducia lontano. Dagli scritti di Don Tonino Bello “Invocazioni allo Spirito Santo”Veramente grande ed ineffabile fu il motivo di gioia, quando la natura, appartenente al genere umano, ascese ad un'onorificenza superiore a quella di tutte le creature celesti (...) fino ad essere accolta nel consesso dell'eterno Padre, che l'associava alla sua gloria, dopo averla unita, nel Figlio, alla sua stessa natura. L'ascensione del Cristo è, quindi, la nostra elevazione; quanto più alta è la gloria del capo, tanto più può innalzarsi la speranza del corpo: lasciamo, dunque, prorompere la gioia. S. Leone Magno, Primo discorso sull'Ascensione del Signore
Anche se immaginiamo nel suo aspetto e con le membra umane il corpo del Signore dopo essere uscito dal sepolcro e sollevato sino al cielo, non dobbiamo però immaginarlo assiso materialmente alla destra del Padre (cf. Mc 16,19), come se il Padre stesse alla sinistra. È naturale: nella celeste beatitudine, che sorpassa l’umano intendimento, esiste solo la destra, termine usato per indicare la stessa beatitudine. Agostino, Lettere a Cosenzio 120, 3,15
Onore al giudice dei morti, onore al re dei vivi (cf At 10,42), Tu che splendi per le Tue virtù, siedi alla destra del Padre, da dove verrai come giusto vendicatore di tutti i peccati (cf. mc 16,19)! Prudenzio, Inni 9, 106-108
Anche la vite, quando intorno le è stato zappato il terreno, viene legata e tenuta diritta affinché non si pieghi verso terra. Alcuni tralci si tagliano, altri si fanno ramificare: si tagliano quelli che ostentano un'inutile esuberanza, si fanno ramificare quelli che l'esperto agricoltore giudica produttivi. Perché dovrei descrivere l'ordinata disposizione dei pali di sostegno e la bellezza dei pergolati, che insegnano con verità e chiarezza come nella Chiesa debba essere conservata l'uguaglianza, sicché nessuno, se ricco e ragguardevole, si senta superiore, e nessuno, se povero e di oscuri natali, si abbatta o si disperi? Nella Chiesa ci sia per tutti un'unica e uguale libertà, con tutti si usi pari giustizia e identica cortesia. S. Ambrogio
Oh Padre, celeste vignaiolo, che hai piantato sulla nostra terra la Tua vite scelta e compi il Tuo lavoro in ogni stagione. Fa' che accettiamo le potature di primavera. Frutto della nostra vita sia l'amore, quel «più grande amore» che dal Tuo cuore, attraverso il cuore di Cristo, con flusso inesauribile si riversa in noi.
Perchè, come un pollone selvatico, sul quale è stato fatto un innesto domestico, porta frutti della medesima natura di tale innesto, così noi, creature miserabili, sebbene non siamo altro che carne, che fieno e spine, se nostro Signore stampa in noi il suo carattere, e ci dà, per così dire, la linfa del Suo Spirito e della Sua Grazia, e rimaniamo uniti a Lui, come i pampini della vite al ceppo, facciamo quello che Egli fece sulla terra, voglio dire, operiamo operazioni divine. In Lui troverete tutte le virtù e, se Lo lascerete agire, le eserciterà in voi e per mezzo di voi. San Vincenzo de’ Paoli
Io mi sono indurito come roccia; sono divenuto simile al sentiero; le spine del mondo m’hanno soffocato, hanno reso infeconda la mia anima. Ma, oh Signore, Seminatore del bene, la pianta del Verbo fa’ crescere in me: perché in uno dei tre io porti frutto: tra il cento (per cento), il sessanta o anche il trenta. Nerses Snorhalí
Santa, sacratissima vite, degnati d'unirti a me, e il mio debole tralcio Ti darà i suoi frutti, potrò offrirTi un grappolo dorato, Signore, fino da oggi! Io non ho che quest'oggi mio fuggitivo per darTi in frutto d'amore questo grappolo di cui ogni chicco è un'anima: dammi Tu il fuoco di un Apostolo, Gesù, e sia oggi! Santa Teresa di Gesù Bambino
Sant’Agostino
Sant’Annibale Maria di Francia
è lo Spirito Santo. . .la casa è il Padre. . . Se la chiave non apre. . . la porta non viene aperta, ma se la porta non si apre, nessuno entra nella casa del Padre.
S. Simeone Nuovo Teologo
Tu che conosci tutti per nome e ci chiami ogni giorno a uno a uno, rendici capaci di riconoscere la Tua voce, di sentire il calore della Tua presenza che ci avvolge, anche quando la strada è angusta, impraticabile, e la notte profonda, interminabile. SeguendoTi senza resistenze e senza paure, giungeremo ai prati verdeggianti, alle fresche sorgenti della Tua dimora, dove Tu ci farai bere e riposare. Amen
Signore Gesù, che hai chiamato chi hai voluto, chiama molti di noi a lavorare per Te, a lavorare con Te. Tu, che hai illuminato con la Tua parola quelli che hai chiamati e li hai sostenuti nelle difficoltà, illuminaci con il dono della fede in Te. E se chiami qualcuno di noi, per consacrarlo tutto a Te, il Tuo amore riscaldi questa vocazione fin dal suo nascere e la faccia crescere e perseverare sino alla fine. Amen. Giovanni Paolo II - Chiamaci a lavorare
Quando «venne a porte chiuse e stette in mezzo a loro, essi, stupiti e spaventati, credevano di vedere un fantasma» (Gv 20,26; Lc 24,36s.); ma egli alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,228.). Poi inviò loro dal cielo lo stesso Spirito, ma come nuovo dono. Questi doni furono per loro le testimonianze e gli argomenti di prova della resurrezione e della vita. È lo Spirito infatti che attesta che Cristo è la verità» (1 Gv 5,6), la vera risurrezione e la vita. Ecco perché gli apostoli, che erano rimasti nel dubbio e nella paura anche dopo aver visto il suo corpo redivivo, «resero testimonianza con grande forza della sua risurrezione» (At 4,33) solo quando ebbero gustato lo Spirito vivificatore. Quindi è più proficuo concepire Gesù nel proprio cuore che vederlo con gli occhi del corpo o sentirlo parlare, e l'opera dello Spirito Santo è molto più poderosa sui sensi dell'uomo interiore di quanto non lo sia l'impressione degli oggetti corporei su quelli dell'uomo esteriore. Guerrico d’Igny
La gioia pasquale cresce e troverà la sua pienezza nella vita eterna, nella futura resurrezione. La nostra gioia è la speranza di diventare eredi del regno dei cieli, la speranza di risorgere con Cristo anche nel corpo. Questa gioia di pellegrini – che è sempre unita alla fatica e alla sofferenza del cammino – richiede da parte nostra ascesi, conversione del cuore, impegno per custodirla, perché può essere facilmente turbata e sopraffatta dallo sgomento, dalla stanchezza, dall'angoscia: tutti pericoli che incombono mentre siamo in viaggio. Abbiamo perciò bisogno di una forza interiore, divina: quello che noi da soli non sapremmo custodire è affidato allo Spirito Santo, lo Spirito consolatore.
Il mondo d’oggi, pur così distratto, si lascia ancora colpire dalla coerenza dei cristiani. A non fargli nè caldo nè freddo sono le affermazioni di principio, quando non trovano riscontro nella vita. I fatti concreti, però, riescono a sedurlo. Le scelte di vita lo interpellano con forza. E gli schermi dei suoi radar, anche se non registrano sempre la presenza di maestri, registrano puntualmente quella dei testimoni. Don Tonino Bello
Stavo andando da solo per la via quando scorsi, dall’altra parte di un ponte, il mio amico. Ci guardammo da lontano e ci salutammo; poi, tutti e due, ci incamminammo su per il ponte, per andare l’uno incontro all’altro. Eppure a metà strada non trovai nessuno e, deluso, me ne tornai sui miei passi. Ritornando, incontrai un vecchio pescatore che mi disse cosi: Questo ponte è speciale. Per trovare il tuo amico, non devi percorrerlo solo a metà. Anche se lui ti viene incontro, tu devi percorrerlo tutto, fino in fondo. Elena Bono
Per generare in loro una fede ancor più salda nella sua risurrezione, chiesa qualche cosa da mangiare. Essi portarono un pezzo di pesce arrostito, che egli prese e mangiò alla presenza di tutti loro. Fece questo solo per mostrare loro che colui che era risorto dalla morte era lo stesso che aveva mangiato e bevuto con loro durante l’intero periodo di tempo precedente, in cui aveva parlato come uomo, secondo la voce del profeta (cf. bar 3,37). Voleva che comprendessero che certamente ha bisogno di un sostentamento di questo tipo il corpo umano, ma non uno spirito. […] Il potere di Cristo supera l’inchiesta umana, non si trova al livello della comprensione di eventi ordinari. Egli ha mangiato un pezzo di pesce nel momento della sua risurrezione. Cirillo di Alessandria, Commento a Luca, PG 72,947 L’atto di fede consiste nel riporre la propria fiducia nell’esistenza di Dio, nel fatto che posso mettermi nelle sue mani. […] La fede non è conseguentemente la mera affermazione di determinate formule, ma è un seme di vita riposto in me. J. Ratzinger
La nostra fede sa troppo di tavolino, di banco. La nostra fede non ha molta polvere sulle scarpe, non sa di polvere, non ha profumi di strada, non ha sapori di piazza, non ha odori di condomini. Ha solo il profumo dell’incenso delle nostre chiese.
Il Signore stima superiori a quelli che vedono e quindi credono, coloro che pur non vedendo credono. In effetti, a quel tempo la fede dei discepoli di Cristo era talmente vacillante che, pur vedendolo già risorto, per credere alla Sua risurrezione ritennero necessario anche toccarLo. Non sarebbe bastato che Lo vedessero con gli occhi se non avessero accostato anche le mani alle Sue membra e non avessero toccato anche le cicatrici delle ferite recenti; in tal modo il discepolo che dubitava, dopo aver toccato e riconosciuto le cicatrici, subito esclamò: «Signore mio e Dio mio!». S. Agostino
La fede deve avere un vestito uguale a quello dell'amore: è un vestito con un orlo che scende giù fino a strusciare nella polvere. Madre Teresa di Calcutta
Se veramente avete fede, non predicate il Dio della storia, ma dimostrate come Egli vive in noi, oggi. Gandhi
Chi è tutto proteso a conquistare e conservare, perde la propria fede. Chi si dona a Dio la conquista. Edith Stein
Qualcuno si fa tatuare il nome della persona amata sulla pelle.
Sarai in grado di riconoscere che il tuo spirito è pienamente risorto in Cristo se potrai dire con intima convinzione: «Se Gesù vive, questo mi basta!». Questa parola esprime davvero un attaccamento profondo e degno degli amici di Gesù. Com'è pura l'affezione che può dire: «Se Gesù vive, questo mi basta!». Se Egli vive, io vivo, perché la mia anima è sospesa a Lui, di più, Egli è la mia vita e tutto ciò di cui ho bisogno. Che cosa mi può infatti mancare, se Gesù vive? Anzi mi manchi pure tutto il resto, questo a me non importa, purché Gesù viva... GUERRICO D'IGNY
Questo giorno deve farvi risuscitare spiritualmente, iniziando una vita completamente nuova, una vita davvero celeste. Pertanto, cercate le cose del cielo, non quelle della terra; troncate ogni rapporto con il male; spogliatevi dell’uomo vecchio e rivestitevi dell’uomo nuovo. Manifestate con il vostro comportamento che la Risurrezione di Gesù Cristo ha prodotto in voi effetti davvero sconvolgenti. De LA SALLE, Med. 29, 3
Fa' , oh Signore, che anche noi ci sentiamo chiamati, visti, conosciuti da Te, che sei il Presente, e possiamo così scoprire il valore unico della nostra esistenza in mezzo alla sterminata moltitudine delle altre creature. Donaci un cuore umile, aperto e disponibile, per poterTi incontrare e permetterTi di porre su di noi il Tuo sigillo divino, che è come una ferita profonda, un dolore e una gioia senza nome: la certezza di essere fatti per Te, di appartenerTi e di non poter desiderare altro che la comunione di vita con Te, nostro unico Signore.
Il nostro Redentore accettò di morire per liberare noi dalla paura della morte. Manifestò la risurrezione per suscitare in noi la sicura speranza che anche noi risorgeremo. Volle che la sua morte non durasse più di tre giorni perché, se la sua risurrezione fosse stata differita, avremmo potuto perdere ogni speranza per noi. San GREGORIO MAGNO
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo Tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa’ che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della Sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. MARCO CÈ
Egli è risorto dalla tomba, come aveva predetto, e nella sua infinita misericordia ci ha fatto dono della vita eterna. Questo è il giorno santo e atteso, il primo della settimana, la festa regale, la signora delle feste, la solennità delle solennità, nella quale benediciamo Cristo in eterno. Da un poema di Giovanni Damasceno Siamo invitati oggi a contemplare la bellezza del Re. Contempla e vede utilmente nella propria anima il vero re, che è Cristo, solo colui che sottomette il suo intelletto e che di Cristo ama sinceramente, con devoto affetto, la bontà e l'ineffabile clemenza; colui che inoltre imita la sua umiltà, conformandosi ad essa, e il suo volontario abbassamento. In questo giorno, infatti, il Re dei re, Cristo, mostrò la sua profonda umiltà, perché la imitassimo, quando entrò in Gerusalemme cavalcando un'asina, non un cavallo bardato. Mostrò la sua benignità quando, pur essendo imperatore e signore delle schiere celesti, si degnò di farsi re e capo di schiere di fragili vagabondi. san bonaventura
Forse un tratto del volto crocifisso si cela in ogni specchio; forse il volto morì, si cancellò, affichè Dio sia tutto in tutti. Jorge L. Borges
Signore, mite e umile, Tu conosci la volubilità dei nostri sentimenti. Sai che Ti accogliamo festanti per consegnarTi subito dopo, con la stessa facilità, alla morte infame dei nostri tradimenti, delle nostre indifferenze. Eppure hai voluto ugualmente essere maestro per noi, che siamo discepoli sempre stolti e tardi di cuore. Concedi che il racconto della Tua passione stampi al vivo in noi i tratti del Tuo volto, perché guardando a Te impariamo a non indietreggiare davanti alla sofferenza di ogni giorno. Insegnaci a non cercare facili evasioni al dolore e fa' che impariamo finalmente a credere che il disegno del Padre è, per ciascuno, un capolavoro d'amore, anche quando sembra contraddire ogni attesa di felicità. Donaci di unirci a Te nell'abbandono fidente di chi si affida, come un bimbo, alle mani del Padre, sicuri che l'ultima parola non sarà quella della morte, ma la gioia e il trionfo dell'amore eternamente vittorioso. La morte e la passione di nostro Signore è il motivo più dolce e più violento che possa animare i nostri cuori in questa vita mortale. Guarda Gesù, il nostro grande sacerdote, e guardalo dal momento del suo concepimento. Pensa, ci portava sulle spalle, accettando il compito di riscattarci con la sua morte e la morte in croce. [...] Ogni amore che non trae la sua origine dalla passione del Salvatore è frivolo e pericoloso. Infelice è la morte senza l'amore del Salvatore. L'amore e la morte sono talmente uniti nella passione del Salvatore che non è possibile avere nel cuore l'uno senza l'altra. Sul Calvario non è possibile avere la vita senza l'amore, né l'amore senza la morte del Redentore: ma, fuori di là, tutto è o morte eterna o amore eterno. Vieni, Santo Spirito, infiamma i nostri cuori col tuo amore, perché moriamo ad ogni altro amore per vivere per quello di Gesù. S. Francesco di Sales
“Un uomo ha preso un granellino di senapa e l’ha gettato nell’orto; è cresciuto ed è diventato un arbusto e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami”. Cerchiamo a chi faccia riferimento questa similitudine… Ritengo che riguardi più giustamente Cristo nostro Signore che, nato nell’umiltà della condizione umana, come un granellino, alla fine è salito in cielo come un albero. È granellino, Cristo frantumato nella Passione; diventa un albero nella Risurrezione. Sì, è granellino quando, affamato, soffre per la mancanza di cibo; è albero quando, con cinque pani, sazia cinquemila persone. Là soffre l’indigenza della sua condizione umana, lì elargisce la sazietà, con la forza della sua divinità. Direi che il Signore è granellino quando viene colpito, disprezzato, ingiuriato; è albero quando rende la vista ai ciechi, quando risuscita i morti e rimette i peccati. Lui stesso riconosce di essere granellino quando dice: « Se il chicco di grano caduto in terra non muore… » (Gv 12,24).
San Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo
“Non si può riporre il grano nel granaio se prima non è battuta la sua spiga e recata in paglia. E così l’anima mia non puote entrare in Paradiso se tu non fai diligentemente malmenare il mio corpo dai giustizieri”. Sant’Agata
Sulla croce era nascosta la sola divinità; qui anche l’umanità è nascosta; tuttavia l’una e l’altra credendo e confessando, chiedo ciò che chiese il ladrone pentito. S. Tommaso d’Aquino
Una delle verità capitali del cristianesimo, oggi misconosciuta da tutti, è che la salvezza sta nello sguardo. Il serpente di bronzo è stato innalzato affinchè gli uomini che giacciono mutilati al fondo della degradazione lo guardino e siano salvati. E` oltremodo giusto che noi inneggiamo a Lui, perché il nostro essere e il nostro vivere non sono in nostro potere né dipendono da noi, ma dal Suo favore e dalla Sua bontà. Dobbiamo dunque cantare a questo Dio, che è ed è sempre stato, le grandezze che Gli competono e si addicono alla lode della Sua maestà, cioè: che Egli è eterno, che è onnipotente, che è immenso, che è Creatore del mondo e suo salvatore, che ha avuto per gli uomini tale amore da offrire persino il Figlio Suo per la salvezza del mondo, come dice Egli stesso nel Vangelo: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo Figliolo unigenito, affinché chiunque in lui crede non perisca, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). Cromazio di Aquileia, Sermo, 33, 1
La Trasfigurazione è il sacramento della seconda rigenerazione: la nostra risurrezione. San Tommaso d’Aquino - Summa Theologiae
Nei vangeli trovi un Gesù conosciuto, si può dire, secondo la carne da quelli che non salgono sul monte, attraverso i suoi miracoli e i suoi sermoni, e un Gesù conosciuto teologicamente , attraverso tutti i Vangeli, e visto attraverso la loro conoscenza in forma divina (...). Ma non è solo il Suo volto che si trasforma dinanzi a tali discepoli: i Suoi vestiti diventano bianchi come la luce, agli occhi di coloro che condusse con Se sul monte. Ma i vestiti di Gesù sono le parole e le lettere dei Vangeli, di cui Egli è vestito. Anche le lettere degli apostoli che espongono le cose che riguardano Gesù penso che siano quelle vesti di Gesù fatte bianche agli occhi di coloro che salirono con Gesù sul monte...Quando dunque incontrerai uno che cerca non solo la teologia di Gesù, ma che studia anche il testo dei vangeli, puoi dire che per lui i vestiti di Gesù sono diventati bianchi come la luce. Origene
….fu tutta la Chiesa che nella persona dei tre Apostoli apprese quanto vide il loro sguardo e sentì il loro udito. Esca dunque rinvigorita dall'annuncio del santo Evangelo la fede di tutti voi. Nessuno ardisca arrossire della croce di Cristo, con la quale il mondo è stato redento. Nessuno esiti a soffrire per causa della giustizia, né dubiti di ricevere la ricompensa promessa, poiché è il travaglio che porta al riposo, è la morte che porta alla vita. Il Cristo ha fatto Sue la nostra pochezza e la nostra debolezza, per cui se a Lui rimarremo uniti nel confessarlo e nell'amarlo, otterremo la Sua stessa vittoria e riceveremo il premio da Lui promesso. Nella pratica dei comandamenti, come nell'accettazione delle avversità, risuoni sempre al nostro orecchio l'eco della parola del Padre: «Questi è il mio Figlio amatissimo, in cui ho riposto le mie compiacenze: ascoltate lui. (…). L. Magno, Hom. 51,8
Il cristiano sa riconoscere sia nel “Trasfigurato” come nello “Sfigurato” il Figlio di Dio che chiede di fidarsi di Lui, di non esitare a ripercorrere la sua strada, affrontando anche i “passaggi” meno graditi. A. Pronzato
Venite dunque: imitiamo anche noi l'obbedienza dei discepoli, seguiamo volentieri il Cristo che chiama, confessiamo senza vergogna il Figlio del Dio vivente, e, divenuti degni della gloria promessa, saliamo al monte della virtù, l'amore, divenuti contemplativi della gloria e uditori di cose ineffabili. S. Giovanni Damasceno
L'esperienza del deserto è stata per me dominante. Tra cielo e sabbia, fra il Tutto e il Nulla, la domanda diventa bruciante. Come il roveto ardente, essa brucia e non si consuma. Brucia per se stessa, nel vuoto. L'esperienza del deserto è anche l'ascolto, l'estremo ascolto. Edmond Jabès
Il digiuno è il pianto del nostro corpo che sta cercando Dio, il grido del nostro animo più profondo, del nostro profondo più profondo col quale, nella nostra estrema impotenza, noi affrontiamo la nostra vulnerabilità e la nostra nullità, per gettarci completamente nell’abisso della incommensurabilità di Dio. Anselm Grün
Qualcuno dirà: ma se io sono povero peccatore? Gli rispondo come risposi a una signora sconosciuta, che s'era confessata da me molti anni fa. Essa era scoraggiata, perché - diceva - aveva avuta una vita moralmente burrascosa. Posso chiederle - dissi - quanti anni ha? - Trentacinque. - Trentacinque! Ma lei può viverne altri quaranta o cinquanta e fare ancora un mucchio di bene. Allora, pentita com'è, invece che pensare al passato, si proietti verso l'avvenire e rinnovi, con l'aiuto di Dio, la sua vita. Citai in quell'occasione S. Francesco di Sales, che parla delle «nostre care imperfezioni». Spiegai: Dio detesta le mancanze, perché sono mancanze. D'altra parte, però, in un certo senso, ama le mancanze in quanto danno occasione a Lui di mostrare la Sua misericordia e a noi di restare umili e di capire e compatire le mancanze del prossimo. Peccato e penitenza (Giovanni Paolo I)
Molti autori spirituali hanno paragonato l'anima ad una stanza chiusa. Quanto più si spalanca la finestra ed entra la luce, tanto più si potranno notare i difetti, la sporcizia, gli oggetti senza valore e quelli guasti che vi sono accumulati. Nell'esame, con l'aiuto della luce della grazia, ci conosciamo come in realtà siamo (cioè come siamo innanzi a Dio)... Quando non vediamo di che cosa pentirci, non è, di solito, perché manchino colpe e peccati, ma perché siamo chiusi alla luce di Dio, che ci indica in ogni momento la situazione della nostra anima. Se si chiude la finestra la stanza rimane buia; allora non si vedono la polvere, la sedia fuori posto, il quadro storto e altri disordini e imperfezioni, forse gravi. Coscienza (F.F. Carvajal, Parlare con Dio, II, p. 121-122.)
Un torrente attraverso i secoli correva senza difficoltà tra rocce e montagne. Per quest’acqua fresca e portatrice di vita tutto andava bene. Ma un giorno improvvisamente, si trovò dinanzi a un deserto. Avendo attraversato molti ostacoli credette di poter scorrere bene lo stesso, ma si accorse che entrando nella sabbia le acque scomparivano. Dopo molti sforzi, scoraggiato, credette di non poter continuare il suo corso. Allora una voce si levò dal vento: “Se tu rimani fermo non potrai più attraversare le sabbie e diventerai palude”. “Ma se mi perdo – esclamò il torrente – sarò perduto”. “Al contrario – rispose la voce – se ti perdi diventerai ciò che avevi sognato di essere”. Allora il torrente si abbandonò ai cocenti raggi del sole e le nubi, di cui era formato, furono portate dal vento violento in un altro spazio. E quando ebbe superato il deserto, il torrente ridiscese dal cielo, chiaro e fresco e pieno di energia.
La conoscenza di sé è una scienza tanto alta e necessaria che senza di essa non vi può essere profitto per le nostre anime. Essa fa sì che il peccatore pentito non possa mai stupirsi abbastanza nel vedere l’amore di Dio tanto grande e smisurato a suo riguardo. Venerando Giovanni di Saint Simon
La guarigione di questo paralitico raffigura la salvezza dell’anima che, sospirando verso Cristo, dopo la lunga inerzia dell’ozio della carne, ha dapprima bisogno dell’aiuto di tutti per essere sollevata e portata a Cristo, cioè dell’aiuto dei buoni medici che le ispirino la speranza della guarigione e intercedano per lei. Dopo aver scoperchiato il tetto, l’infermo è calato dinanzi a Gesù: infatti, svelati i misteri delle Scritture, si giunge alla conoscenza di Cristo, cioè si discende alla Sua umiltà con la pietà della fede. Secondo il racconto di un altro evangelista, non è senza motivo che la casa di Gesù appaia coperta di tegole, perché, se c’è chi squarcia il velo della lettera che può apparire di insignificante valore, vi troverà la potenza divina della grazia spirituale. “Togliere le tegole” alla casa di Gesù significa scoprire nell’umiltà della lettera il significato spirituale dei misteri celesti. Beda il Venerabile, Commento al vangelo di Marco
Magari volessimo, fratelli, magari volessimo tutti renderci ben conto della paralisi del nostro spirito! Vedremmo l’anima nostra, spogliata delle virtù, distesa sul giaciglio dei vizi; ci apparirebbe chiaro che Cristo, mentre guarda ogni giorno ai nostri nocivi desideri, ci attira e ci sollecita, anche se riluttanti, a salutari rimedi. Pier Crisologo, Sermone 50
Guariscimi, Signore! … Guarisci i miei piedi deboli; non ho nessuna forza per venire a Te quando Tu mi chiami, per camminare nelle Tue vie, per mettere in pratica il cammino che mi mostri. Trascino le gambe e zoppico miseramente nel seguirTi, e appena Tu mi carichi con la più piccola croce, non soltanto la trascino, ma la lascio cadere. Mio Dio, guariscimi da questo barcollare: fa’ che corra dietro di Te, seguendo l’odore dei Tuoi profumi, anziché trascinarmi zoppicando al Tuo seguito. C. de Foucauld, Un amore senza misura, 31-2
La malattia valorizza il minimo, mentre siamo abituati al massimo. Mette in evidenza tante piccole cose che da sani passerebbero inosservate. E’ come accorgersi che il minuscolo fiore del prato ha la stessa bellezza del prezioso fiore di serra. Agnese Baggio
Perché, dato che guarisce il malato con la Sua volontà e la Sua parola, aggiunge
anche il tocco della Sua mano? Io ritengo che per nessun altro motivo lo faccia,
se non per mostrare anche in quest’occasione che Egli non è affatto soggetto
alla legge, ma che è al di sopra di essa; e, infine, che non c’è niente di
impuro per un uomo puro.
Il carattere “meraviglioso” del miracolo può anche allontanare dal “vero” in
esso contenuto. Per questo, in quella circostanza, Gesù proibì al lebbroso di
divulgare la notizia della sua guarigione. Volle evangelizzare senza quel
racconto del miracolo. La predicazione e la fede possono fare a meno dei
miracoli.
Volle anche toccare, per darci un’idea della virtù che è nei sacramenti, nei
quali non basta toccare, ci vogliono anche le parole, perché quando si fondono
forma e materia, allora nasce il sacramento.
Vinto il prurito del sensazionale,
resta ancora – tuttavia – la sfida di chinarsi e abbracciare ogni volto
ripugnante, ogni lebbra che sfigura il volto e la dignità degli uomini e delle
donne del nostro tempo. Cambiano le circostanze e le condizioni. Ma il Vangelo
si diffonde sempre allo stesso modo: se c'è qualcuno disposto a salire su una
croce. Solo allora il nostro avvicinarci e "toccare" compirà il miracolo della
guarigione. A guarire però, prima ancora che il male dell'altro, saranno i
nostri occhi, finalmente capaci di riconoscere, in
ogni altro, il proprio fratello. Liberata da quella strana febbre, la suocera di Simone ritrova la gioia di un servizio gratuito e generoso, per quelli di casa e per il suo nuovo ospite e benefattore. Quel pronto «mettersi a servire» - cosa proibita dai rabbini, i quali vietavano alle donne di «servire a mensa» - è già probabilmente «un’indicazione dei nuovi compiti che attendono la donna nella comunità cristiana» . H. Schurmann
..... Tu risanerai
tutte le mie infermità; se cosi non fosse mi darei alla disperazione. Molti e
gravi sono i miei mali: ma la Tua medicina è più grande.
Io desidero, io supplico, che la mia imperfezione si manifesti ai miei occhi interamente, totalmente, per quanto ne è capace lo sguardo del pensiero umano. Non perché essa guarisca, ma perché, anche se non dovesse guarire, io sia nella verità. Simone Weil Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza: dove mi hai aperto ricevimi quando entro, dove mi hai chiuso aprimi quando busso. Fa’ che mi ricordi di Te, che comprenda Te, che ami Te. Aumenta in me questi doni, fino a quando Tu mi avrai riformato interamente. (De Trin. 15, 28. 51) Sant’Agostino
Per formare dei discepoli non basta il fascino, ci vuole una dottrina. P. Charles
L’esperienza dell’a-tu-per-tu con Dio provoca a sua volta un impulso missionario ad annunciare al mondo le meraviglie della grazia... Chi non riesce a stare solo di fronte a Dio, non farà comunione di vita con i fratelli, non potrà mai dire pienamente il ‘noi’ ecclesiale con cui lo Spirito rivela al Padre l’unità profonda della persona mistica della chiesa. B. Baroffio
“Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: Che c’entri con noi?”. Colui che esclama così è un individuo che si esprime in nome di molte persone: ciò prova infatti che egli ha coscienza di essere stato vinto, lui e i suoi. “Si mise a gridare...”: si mise a gridare come se fosse torturato, come se fosse in preda ad una sofferenza terribile, come se non potesse sopportare il castigo. “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”. Nel pieno del tormento, e malgrado l’intensità delle sofferenze che lo fanno gridare, egli non si libera della sua ipocrisia. Egli è costretto a dire la verità, la sofferenza lo stringe: ma la malignità lo impedisce. “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno?”. Perché non riconosci il Figlio di Dio? È forse il Nazareno che ti tortura, e non il Figlio di Dio? Tu subisci il tuo castigo e fingi di ignorare il suo nome? Non dire Santo di Dio, ma Dio Santo. Tu immagini di sapere, ma non sai. O piuttosto sai, ma taci per malignità, poiché non è il Santo di Dio, ma Dio Santo. Dico tutto ciò affinché noi non sottoscriviamo le asserzioni del demonio, poiché non dice mai la verità.
San Girolamo
Numerose sono le nostre malattie e molti i medici, molte le medicine. Se considerassimo tutte le malattie come una sola e Dio come l'unico medico capace di guarircene, potremmo evitare molte preoccupazioni. Gandhi La vita intera di un uomo dipende da due o tre sì o no, pronunciati tra i sedici e i vent’anni. Louis Baunard
Il discepolo è colui che viene liberato dall'Amore per servire Cristo nei fratelli. Mons. Francesco Lambiasi
L'uomo che ha visto il mare, non sa Meng Tse
E quando t’imbatti in una cosa vera, la dici. E se hai capito che la storia di Gesù ha illuminato il cammino del mondo e dell’uomo dandogli senso, allora lo racconti, non puoi farne a meno. E se l’incontro con Gesù ha cambiato la tua esistenza dandole forza, direzione, senso allora inviti gli amici a condividerla. B. Maggioni
…non chiamare
la gente che procuri il legno, che prepari Antoine de Saint-Exupéry
Paolo è la
tromba del Vangelo, il ruggito del leone, un fiume di San Girolamo
I cattolici sparsi nel mondo...uniti nella preghiera, non si stanchino di
operare per superare gli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione tra
tutti i discepoli di Cristo. L’impegno ecumenico è ancora più urgente oggi, per
dare alla nostra società, segnata da tragici conflitti e da laceranti divisioni,
un segno e un impulso verso la riconciliazione e la pace. Ti ringrazio oh Signore, oh Amico del mio cuore. Verrò con Te, risponderò al Tuo invito, starò in tua compagnia. Quando me ne dimenticherò, scuotimi forte, Te ne prego. Ti voglio amare. Tu solo sei la forza mia e il sostegno mio. Pensando a Te mi abbandonerò nella via che tu hai tracciato, senza alcun timore, senza alcuna ansia. Tu ci devi pensare. Tu solo. A me basta seguirTi e mantenermi a contatto con Te. Maestro, insegnami a pregare. P. Vittorio Salmeri
Con il proprio impegno il cristiano vive nell’impegno di Dio per la liberazione del mondo. Sa di essere scelto da Dio e chiamato per nome ad aiutarlo nella sua opera di liberazione, che riguarda essenzialmente lui, non gli angeli e le cose infraumane, create per l’uomo che deve disporre di esse in conformità al suo compito ed alla sua scelta. Von Balthasar
Ai suoi apostoli, che hanno lasciato ogni cosa per lui, non assicura né il vitto né l’alloggio, ma solo la condivisione del suo stesso modo di vivere. F. X. van Thuan
L’uomo vuole stare (menein: dimorare, abitare) con Dio: egli cerca continuamente di sfuggire alla temporalità, al mutamento, alla morte, cercando di trovare qualcosa di duraturo. R. Brown 103
“Cristo dice: “Dammi tutto. Io non voglio un tanto del tuo tempo e un tanto del tuo denaro e un tanto del tuo lavoro: voglio te. Non sono venuto a tormentare il tuo io naturale, ma ad ucciderlo. Le mezze misure non servono. Non voglio tagliare un ramo qui e uno là, voglio abbattere tutto l’albero. Non voglio trapanare il dente, incapsularlo, otturarlo, ma estrarlo. Deponi tutto il tuo io naturale, tutti i desideri, quelli che ti paiono innocenti come quelli che ti paiono malvagi – tutto quanto. In cambio ti darò un nuovo io. Ti darò, in realtà, me stesso: la mia volontà diventerà la tua”. C.S. Lewis I battezzati sono divenuti corpo mistico di Gesù, come il pane e il vino, dopo la consacrazione, diventano il suo corpo reale. S. Agostino
Il Signore fu battezzato non per essere purificato, ma per purificare le acque, affinché queste, purificate dal corpo di Cristo che non conobbe peccato, acquistassero la virtù richiesta dal battesimo. S.Ambrogio
Per una triplice ragione il Salvatore riceve il battesimo da Giovanni. Primo, perché essendo nato uomo come gli altri deve rispettare la Legge con giustizia e umiltà. Secondo, per dimostrare col suo battesimo l’efficacia del battesimo di Giovanni. Terzo per mostrare, santificando le acque del Giordano per mezzo della discesa della colomba, l’avvento dello Spirito Santo nel lavacro. Dai Padri
Quanto allora si compì con un diluvio di acqua, si compie ancora oggi con una grazia e un dono ineffabile. La colomba non porta più oggi agli uomini un rametto di ulivo, ma mostra colui che dovrà liberarli da tutti i mali e ci fa intravedere grandi speranze. Essa non fa uscire dall’arca un uomo solo, destinato a ripopolare la terra, ma quando appare attira tutta la terra al cielo e al posto del ramo d’ulivo, reca a tutti gli uomini l’adozione a figli di Dio. Giovanni Crisostomo
Battezzati in Cristo e rivestiti di Cristo, siete divenuti conformi al Figlio di Dio. Predestinandoci all’adozione a figli, Dio ci ha resi conformi al corpo glorioso di Cristo. Siete diventati Cristi (= consacrati con l’unzione) perché avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo, e tutto su di voi fu compiuto in immagine, perché siete immagini di Cristo. Egli pure, dopo che fu battezzato nel Giordano e comunicò alle acque il profumo della sua divinità, ne risalì, e lo Spirito santo discese personalmente su di Lui, posandosi quale simile sul simile. Anche a voi, quando siete risaliti dalla piscina delle sacre fonti, fu conferito il crisma, il quale è figura di quello che unse Cristo, cioè lo Spirito Santo. Come Cristo dopo il battesimo e dopo la discesa in Lui dello Spirito Santo, uscì nel deserto e sconfisse l’avversario, così anche voi, dopo il santo battesimo e la mistica unzione, scendete in lotta contro la potenza avversa e la debellate. Cirillo di Gerusalemme
Ho visto i grandi fiumi d’America con la loro solitudine. Ho visto il Tevere e i fiumi di Grecia. Ma non riesco a dire che cosa ho provato alla vista del Giordano: è l’unico fiume della terra che ricorda al viaggiatore cose terrene e cose celesti. R. de Chateaubriand - 1806 Quando tra gli oscuri pensieri rifulge un raggio della luce dell'alto, allora lo splendore della verità rompa gli indugi della fede esitante, e il cuore libero e sciolto dalle realtà visibili, segua la luce dell'intelligenza, come una stella che fa da guida; poiché come dice l'Apostolo: Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre Fil 2,11, senza diffidenza ora la mente dei fedeli adori regnante col Padre colui che venera umilmente adagiato in una culla. dai "Discorsi" di san Leone Magno
Disc. 36,1 (6° dell'Epif.) S Ch 22b,267-269 -
E come il ghiaccio rimane solido nell'acqua finché dura la notte e persiste l'oscurità, ma tosto si scioglie al calore del sole; così la morte che aveva regnato fino alla venuta di Cristo, appena apparve la grazia di Dio Salvatore e sorse il sole di giustizia, fu ingoiata dalla vittoria 1 Cor 15,54 , non potendo coesistere con la Vita. dalle "Omelie" di san Basilio Magno (Hom. 6, In nativit. Christi. PG 31,1462.1471s.)
I mondani, ingolfati nei loro affari, vivono nell’oscurità e nell’errore, né si
danno pensiero di conoscere le cose di Dio, né alcun pensiero della loro
salvezza eterna, né alcuna premura di conoscere la venuta di quel Messia atteso
e sospirato dalle genti, profetizzato e predetto dai profeti.
Il dono reciproco che si vive in famiglia è l’obbedienza. Ob-audire è mettersi in atteggiamento di ascolto profondo dei familiari per conoscere e scegliere nell’obbedienza libera il volere di Dio. Solo chi è profondamente in ascolto è capace di “farsi obbedire”, senza cadere nel maternalismo incombente e soffocante o nel paternalismo giocherellone e astensionista. Don Luigi Cottarelli
Se voi adulti perderete del tempo per i vostri figli, essi perderanno tempo per crescere bene. Guy Gilbert
Santa
Famiglia di Nazareth, piccola Trinità sulla terra.
Qui non vi sono che tre umili persone che si amano, e P. Claudel
L’amore è qualcosa che non s’innalza, si abbassa. L’amore mostra che l’abbassarsi rappresenta la vera ascesa. Che noi raggiungiamo i vertici discendendo, facendoci semplici, chinandoci verso i poveri, verso gli umili. Dio si fa piccolo per ricondurre alla giusta misura l’uomo preda del suo sentirsi trionfo di se stesso. J. Ratzinger
Il Mondo non sarà mai abbastanza vasto, né l'Umanità abbastanza forte per essere degni di Colui che li ha creati e vi si è incarnato. P. Teilhard de Chardin, La vision du passé, in "Inno dell'universo"
Per
chi è forte, per chi è grande in questo mondo
Natale: la dolcezza di Dio che si fa sentire, la bontà del Signore che si fa assai più grande e duratura che il rumore di tutte le battaglie. San Luigi Orione
Cristiani, incaricati di custodire sempre viva su questa terra la fiamma del desiderio, che ne abbiamo fatto dell’attesa del Signore? Teilhard de Chardin
L'Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della Sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei. San Tommaso d’Aquino, Opusculum 57 in festo Corporis Christi, 1
Come chiamare Te, oh piena di grazia? Ti chiamerò Cielo: perché hai fatto sorgere il Sole di giustizia. Ti chiamerò Paradiso: perché in Te è sbocciato il fiore dell’immortalità. Ti chiamerò Vergine: perché sei rimasta inviolata. Ti chiamerò Madre pura: perché hai portato in braccio un figlio, Dio di tutti. Pregalo di salvare le nostre anime. Anonimo, V-VI secolo
Benedetta sei, oh Maria, che portasti in Te il Signore di tutte le creature, il Creatore dei secoli. Hai generato Chi Ti fece e sei sempre Vergine. Beato il grembo che portò il Figlio dell'eterno Padre. Beato il seno che allattò Cristo Signore. Sei beata, oh Vergine Maria, colma della beatitudine di tutti i beni. S. Anselmo
Salve, oh piena di grazia, il Signore è con Te! Salve, oh nostra tanto bramata letizia! Salve, oh esultanza della Chiesa! Salve, oh madre novella e modellatrice della nuova nascita, oh madre piena di mistero. Salve, oh modesto spazio, che ha accolto in sé Colui che il mondo non può contenere. Teodoro di Ancora Come vive l’uomo che vive nella luce di Cristo? Ecco come il profeta descrive questa esperienza: “Io gioisco pienamente nel Signore ...”. Ci avvolge di salvezza perché ci toglie dalla ignoranza sul nostro destino: ciascuno di noi, voluto dall’amore del Padre, è chiamato alla sua Vita stessa, oltre la morte. E “Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo”.
Card. Carlo Caffarra
Testimone è colui che riferisce con sicurezza parole e fatti precisi di una data persona. Per questo, la sua testimonianza è fortissima e credibile. E di chi e di che cosa è testimone Giovanni? Poiché ha visto Gesù di persona, poiché ha contemplato con i suoi occhi la discesa dello Spirito Santo su Gesù, poiché ha udito le parole di Dio Padre, Giovanni ora conosce Gesù e perciò può testimoniare, con certezza, con forza, con verità, che Gesù è il Figlio di Dio venuto tra noi per la salvezza del mondo. Don Riccardo Della Valle sdb
Tutti hanno bisogno di vedere vicino a sé dei nuovi Giovanni Battista o, se volete, dei nuovi Giovanni XXIII: testimoni della luce; gente che con illuminata carità quasi ti dica: "Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali". Mons. Antonio Riboldi
Ogni uomo é un profeta dove si condensa in sillabe il Verbo. David Maria Turoldo
Giovanni Battista era una voce, ma in principio il Signore era il Verbo. Giovanni fu la voce per un certo tempo, ma Gesù Cristo, che in principio era il Verbo, é il Verbo dell' umanità. S.Agostino ( serm 293) La Chiesa canta in onore di S. Giovanni Battista, ch'egli ancora tenero fanciullo era andato a nascondersi negli antri del deserto, fuggendo le turbe dei cittadini, per non imbrattare della menoma macchia, nemmeno solo di parola, la sua vita (Hym. in fest. S. Ioann. B.). S. Giovanni si ritirò nella solitudine per imitare, ad esempio di Mosè e di Elia, lo spirito e la virtù di Gesù Cristo; cioè per quel suo allontanamento dal mondo e dai vizi del mondo, acquistò la perfezione della santità e si rese degno di essere in seguito creduto allorché mostrò Gesù Cristo. Signore, siamo senza patria, tutti stranieri nelle nostre città: Signore ritorna a parlarci, apri una strada, facci ritornare a Te e trasforma le nostre vite in storia di salvezza. David Maria Turoldo
Signore, perdona la nostra pigrizia, perché troppo spesso non siamo testimoni del Tuo Vangelo, ma preferiamo il quieto vivere. Per questo, per l’intercessione di Giovanni Battista, ti chiediamo di poter essere autentica luce per i nostri fratelli e sorelle, affinché tutti possano giungere a conoscerTi e a credere in Te, l’unico Salvatore e Redentore del mondo, che hai mandato i profeti ad annunciarti. Nicola Gori
Tutti noi attendiamo l'avvento della luce che ci unifica e ci assolve. Mario Luzi
Oh Maria Immacolata, a Te ricorriamo con affetto filiale: illumina, guida, salva l'umanità redenta da Cristo, tuo Figlio e nostro Fratello! Richiama i lontani, converti i peccatori, sostieni i sofferenti, aiuta e conforta chi già Ti conosce e Ti ama! Grandi cose di Te si cantano, oh Maria, perché da Te è nato il Sole di giustizia, Cristo, nostro Dio! Insegnamenti di Giovanni Paolo II, 1991, vol. 14
Maria è donna « eucaristica » con l'intera sua vita. … Maria è presente, con la Chiesa e come Madre della Chiesa, in ciascuna delle nostre Celebrazioni eucaristiche. Se Chiesa ed Eucaristia sono un binomio inscindibile, altrettanto occorre dire del binomio Maria ed Eucaristia. Anche per questo il ricordo di Maria nella Celebrazione eucaristica è unanime, sin dall'antichità, nelle Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.
Giovanni Paolo II - Dalla lettera enciclica “Ecclesia de Eucaristia” n.53. Il nostro Dio è un Dio che veglia e non che sorveglia. Si sorveglia infatti in nome della legge, mentre si veglia in nome della tenerezza.
Jacques Leclerc
Vigilare: cosa vuol dire, per Cristo? Essere vigilanti. Non si tratta soltanto di credere, ma di stare in vedetta. Sapete che cosa vuol dire aspettare un amico, aspettare che venga quando ritarda? Che cosa è stare in ansia per qualcosa che potrebbe accadere oppure no? Vigilare per Cristo è qualcosa di simile. Vigilare con Cristo è guardare avanti senza dimenticare il passato. È non dimenticare che egli ha sofferto per noi, è smarrirci in contemplazione attratti dalla grandezza della redenzione. È rinnovare continuamente nel proprio essere la passione e l'agonia di Cristo, è rivestire con gioia quel manto di afflizione che Cristo volle prima indossare lui e poi lasciarsi indietro salendo al cielo. È distacco dal mondo sensibile e vita nell'invisibile, con questo movente: Cristo verrà, e verrà nel modo che ha detto. Desiderio affettuoso e riconoscente di questa seconda venuta di Cristo: questo è vigilare.
J. H. NEWMAN, Diario spirituale e meditazioni
Egli è Amore e Verità, e sia l’amore che la verità non si impongono mai: bussano alla porta del cuore e della mente e, dove possono entrare, apportano pace e gioia. Questo è il modo di regnare di Dio; questo il suo progetto di salvezza, un "mistero" nel senso biblico del termine, cioè un disegno che si rivela a poco a poco nella storia. Benedetto XVI
Cristo deve regnare innanzitutto nella nostra anima. Ma come risponderemmo se ci domandasse: tu, mi lasci regnare dentro di te? Io gli risponderei che per farlo regnare in me ho un grande bisogno della sua grazia: soltanto così anche il palpito più nascosto, il sospiro impercettibile, lo sguardo più insignificante e la parola più banale, perfino la sensazione più elementare, tutto potrà tradursi in un osanna a Cristo, il mio Re. Josemaría Escrivá de Balaguer
Nella sua prima venuta fu avvolto in fasce
Io vi ammiro, voi cristiani, perché quando visitate un malato o un prigioniero, visitate Gesù. E quando date da bere o da mangiare a qualcuno che ha sete e fame, voi vedete Gesù… E tutto questo è molto bello. Ma ciò che non capisco è che non vedete Gesù nelle vostre povertà. Carl G. Jung
Mentre integro attraversi il mare di questa vita, non trascurare disumanamente colui che con la sua nave va verso il naufragio. Mentre viaggi col vento favorevole, porgi aiuto a colui che fa naufragio; mentre sei sano e ricco, soccorri chi è ridotto male ... Visitiamo Cristo, tutto il tempo che ci è possibile, curiamo Cristo, nutriamo Cristo, vestiamo Cristo, riuniamo Cristo, onoriamo Cristo portando all'altare i doni della misericordia attraverso i poveri prostrati a terra in questo giorno. Gregorio di Nazianzo
San Pio da Pietrelcina
Don Sinuhe Marotta
Silvano Fausti
Chiese ancora il prefetto Rustico: "Dove vi riunite?". Giustino rispose: "Dove ciascuno può e preferisce; tu credi che tutti noi ci riuniamo in uno stesso luogo, ma non è cosi perché il Dio dei cristiani, che è invisibile, non si può circoscrivere in alcun luogo, ma riempie il cielo e la terra ed è venerato e glorificato ovunque dai suoi fedeli. Atti del Martirio di S. Giustino e Compagni
Parlerò in modo che tutti mi possano comprendere: tutte le volte che veniamo in chiesa, riordiniamo le nostre anime così come vorremmo trovare il tempio di Dio. Vuoi trovare una basilica tutta splendente? Non macchiare la tua anima con le sozzure del peccato. Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre.
Fa' piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce delle
opere buone, perché sia
Dai «Discorsi» di San Cesario di Arles, vescovo (Disc. 229, 1-3; CCL 104,905-908)
P. Antonio M. Sicari
A. Manzoni, I promessi sposi
da “Lumen Gentium”
Chi amammo e perdemmo non è più là dove era prima, ma è dappertutto dove siamo noi.
San Giovanni Crisostomo
S. Agostino
San Luigi Orione
Jean Vanier
Kahlil Gibran
San Giovanni Crisostomo
era vicino al mio cuore. E’ proprio vero che l’unità di misura della vicinanza del prossimo non è il metro: non posso misurare ciò che fa parte della mia vita, ciò che è dentro il mio cuore. Don Ricciotti Saurino
non si può amare: con purezza di amore, con uguaglianza, e soprattutto con costanza. S. Francesco di Sales
D. Bonhoeffer
J. Maritain
quanto sono fortunato di trovarmi in uno stato d'amore per il prossimo! Fammi la grazia di riconoscere la mia fortuna, di amare questo stato beato e di contribuire perché questa virtù si manifesti ora, domani e sempre. Amen S. Vincenzo de' Paoli
L’uomo si distrugge con la politica senza principi. M. Gandhi
Che cosa vuole date a Cesare? La sua immagine. Che cosa vuole da te
il Signore? La sua immagine. Ma l’immagine di Cesare è scolpita su una moneta,
mentre l’immagine di Dio è dentro di te. Se la perdita di una moneta ti
rattrista, perché hai perso l’immagine di Cesare, a maggior ragione non dovrebbe
farti piangere l’aver disprezzato l’immagine di Dio che è in te? Se lo stato chiede ai cristiani di obbedire a leggi che, in coscienza, essi giudichino ingiuste in quanto contrarie all'etica nonviolenta del Vangelo, devono disobbedire a tali leggi. Come potrebbero, infatti, continuare ad onorare il Dio vivente se altrove accettassero di fare il male che viene loro richiesto? Non è certo perché l'espressione «disobbedienza civile» viene associata a Gandhi che si può pensare che tale concetto sia assente nel Vangelo. Al contrario, proprio come strategia di lotta la disobbedienza civile è ben presente. Quando non è possibile obbedire contemporaneamente alle istituzioni umane e a Dio, «bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5, 29).
P. Grelot
P. Lino PedronCon il proprio impegno il cristiano vive nell’impegno di Dio per la liberazione del mondo. Sa di essere scelto da Dio e chiamato per nome ad aiutarlo nella sua opera di liberazione, che riguarda essenzialmente lui, non gli angeli e le cose infraumane, create per l’uomo che deve disporre di esse in conformità al suo compito ed alla sua scelta. Von Balthasar
Tu, quando sei chiamato, va’. Sei chiamato a mezzogiorno? Va’ a quell’ora. È vero che il padrone ti ha promesso un denaro anche se vai nella vigna all’ultima ora, ma nessuno ti ha promesso che vivrai fino alla prima ora del pomeriggio. Non dico fino all’ultima ora del giorno,
ma
fino alla prima ora dopo mezzogiorno. Agostino d’Ippona
L’insegnamento generico di questa parabola è che la liberalità di Dio si riversa su chi vuole e nella misura che vuole, e che la ricompensa finale per i seguaci di Gesù sarà nella sua parte essenziale eguale per tutti. Questa parabola è fatta per coloro «seguaci di Gesù che in vista del regno dei cieli si ritenevano per qualsiasi ragione, più adorni di meriti che altri». E invece dovevano accettare di essere insieme ai pubblicani, alle meretrici e anche ai pagani, ai gentili, anzi a volte ultimi rispetto a loro. da “Vita di Gesù Cristo” di Giuseppe Ricciotti
Non devi darmi nulla perché io Ti ami; perché anche se non mi aspettassi da Te ciò che mi aspetto, come Ti amo ora continuerei ad amarTi. Santa Teresa di Gesù
Enzo Bianchi I santi non si fanno a pennello, ma a scalpello: sul Tabor si abbozzano, e sul Calvario si perfezionano. Teresa Maria della Croce
Statevene abbracciati alla santa croce, prendendo tutti i travagli dalla mano amorosa di Dio e dicendo spesso: "Signore, sia sempre fatta la Tua Santa Volontà". (II, 627) San Paolo della Croce
Abbandonarono quelli Colui che prometteva la salvezza, mentre questi onorò chi era associato a Lui sulla croce. Sant’Agostino
E’ una grande carità dare da mangiare a chi ha fame; ma è una carità ancora più grande dare un avviso al nostro fratello che non cammina sulla retta via. San Giuseppe Cafasso
Se Iddio premia con così larga mano per un pezzo di pane, per un bicchier d’acqua dato in elemosina, che premio dovrà dare a chi userà la carità di stender la mano perché uno non si danni, perché un’anima si salvi? San Giuseppe Cafasso
La nostra correzione sia caritatevole, fatta in maniera dolce, grata e piacevole; non disgusti, non irriti. Il rimedio amaro e disgustoso sia raddolcito con elementi gradevoli, così da non lasciarne sentire l’amarezza. San Giuseppe Cafasso
Che cosa direste voi se uno, affermando di amare una persona, vedendola ingiuriare, oltraggiare, percuotere, se ne rimanesse fermo, indifferente, senza dire una parola in sua difesa, senza muovere una mano per salvarla? Così è dei cristiani che vedono, che sentono offender Dio, e non fanno nulla per impedirlo. San Giuseppe Cafasso
La nostra banca è la Divina Provvidenza, e la nostra borsa sta nelle vostre tasche e nel vostro buon cuore. Don Orione
Quel che io so per domani è che la Provvidenza sorgerà prima del sole. Henri Lacordaire |