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Codice

 

Il codice svelato

di Marco Fasol.

Il codice svelato vuole essere una risposta che Marco Fasol, docente di storia e filosofia nei licei e diplomato in Scienze Religiose, vuole dare a tutti gli interrogativi che sapientemente e con tocco di vero artista Brown ha saputo inserire al suo Thriller.

Con chiarezza ed un’attenta analisi critica Fasol ha analizzato e commentato il romanzo e guida il lettore attraverso un percorso critico riguardo tutte le invenzioni e manipolazioni pesanti nel testo.

Infatti Brown ha saputo manipolare con malizia, avvenimenti storici e testi sacri e non, facendo volutamente intendere che tutte le certezze su cui poggia la fede del cristianesimo in realtà sono il frutto di manipolazioni di una ristretta gerarchia della chiesa e di Costantino nel concilio di Nicea del 325.

Fasol passo dopo passo con uno studio paziente e certosino smonta ad una ad una le affermazioni e le “ certezze” di cui è intriso il romanzo. Servendosi di documentazioni scientifiche precise le mole di codici che ci hanno trasmesso i vangeli, spiega al lettore i criteri usati dai primi Padri della Chiesa per accertare l’autenticità dei quattro vangeli canonici (messi in discussione da Brawn) e dà una spiegazione chiara ed esclusiva sul perché non sono stati inseriti nella Bibbia i vangeli  apocrifi tanto decantati e ritenuti veri da Brawn nel Codice.

Una particolare attenzione viene riservata da Fasol alla storicità del primo annuncio della Resurrezione di Cristo, il vero nucleo su cui poggia tutta la fede del cristiano e se qualche dubbio si è insinuato nella mente del lettore i documenti  studiatissimi ed inoppugnabili ne allontanano ogni sospetto.

 

    Il Codice da Vinci di Dan Brawn è un thriller che ha venduto 40 milioni di copie al mondo, nel 2004 è stato il libro più venduto in Italia, Stati Uniti e Francia. La versione cinematografica ha fatto guadagnare cifre enormi all’autore per i diritti cinematografici, insomma ci troviamo di fronte ad un libro che ha colpito l’immaginazione collettiva. Nelle sue opere, l’autore ha saputo mescolare bene arte, storia, esoterismo e addirittura teologia; ha usato il genere letterario del thriller che funge da contenitore per propinare fantasie come verità storiche. Il successo di questo libro è  dovuto a vari fattori:                                                                                                                                                               

 a)  IL GENERE LETTERARIO: il thriller è stato sfruttato a dovere, il racconto è avvincente, lascia con il fiato sospeso e all’azione si alternano divagazioni artistiche, storiche e teologiche.

 b)  COMPONENTE STORICA: l’autore investe di presente storicità e rivelazioni nuove: basandosi su un vangelo apocrifo dice che Gesù ha avuto una relazione con Maria Maddalena, dalla loro unione sarebbe nata una figlia che avrebbe dato origine alla dinastia dei Merovingi. Quindi la stessa storia della Chiesa viene rivisitata e stravolta.

 c)  COMPONENTE ARTISTICA: l’autore interpreta in maniera originale alcuni capolavori di Leonardo da Vinci come il Cenacolo, la Gioconda, la Vergine delle Rocce e l’Uomo vitruviano che costituisce l’incipit del romanzo…………tutti esempi che spesso sono travisati.

 d)  L’ESOTERISMO: tutto il romanzo ha come motivo conduttore la ricerca del Santo Graal inserito nella storia inventata tra Cristo e la Maddalena.   Anche l’invenzione delle sette segrete del Priorato di Sion suscita curiosità da parte del lettore.

 e)  LA TEOLOGIA E LA MISTICA: Brawn vuole rivelare attraverso i personaggi del romanzo un nuovo volto di Dio raggiungibile attraverso una rivalutazione dell’estasi d’amore e che consisterebbe in un contatto diretto della divinità. Questa nuova pseudo – teologia di B. si associa però alla teologia tradizionale: Cristo non è divinità ma uomo; la sua divinità è una frode perpetrata dalla Chiesa e da Costantino nel 325. I vangeli canonici sarebbero tutte falsificazioni mentre quelli apocrifi sarebbero gli autentici soprattutto quello di Filippo in cui c’è la rivelazione della relazione tra Gesù e la Maddalena………per tutto questo i lettori restano chiaramente attoniti.

 f)  Amore : il richiamo dell’eros è infarcito di riferimenti mitologici e filosofici. Viene riaffermata l’ebbrezza dell’amore come estasi e contatto con il divino. Riaffermato anche il valore della sessualità come origine del più grande miracolo, quello della vita; secondo Brown neanche Gesù  ci ha rinunciato e quindi fa passare per storica una presunta vita matrimoniale di Gesù.

 g)  Rivalutazione della donna : nel libro la donna viene innalzata a Dea Madre, generatrice di vita in forte polemica con il maschilismo ecclesiastico cattolico.

 h)  La moda : il Codice da Vinci è anche un clamoroso risultato di un’operazione mediatica ben riuscita.

 

UN ATTACCO ALLA STORICITA’ DEL CRISTIANESIMO

    L’aspetto più pericoloso è però l’attacco alla storicità del cristianesimo. La lettura del codice ha creato molti dubbi ed interrogativi nei lettori, quindi è importante fare chiarezza sulla storicità dei 4 Vangeli ( di Matteo, Marco, Luca e Giovanni). E’ fondamentale dimostrare l’autenticità del nostro patrimonio più importante: è vero che il popolo cristiano è stato tenuto a digiuno per quello che riguarda la storicità dei Vangeli, ma la fede non si basa su dimostrazioni storiche, essa nasce dal cuore, dalla coscienza che si sottrae alle argomentazioni scientifiche. Il credente riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per amore, indipendentemente dal numero di codici dei vangeli. Tuttavia non bisogna ignorare i fondamenti storici della nostra fede visto che sono stati attaccati dal libro per cui si farà un percorso critico:

1) Riassunto del romanzo e sua collocazione nel contesto americano.                                                                                      

2)  Storicità dei Vangeli canonici                                                                                                                                      

 3)  Infondatezza nelle tesi di Brown sul matrimonio di Gesù e Maddalena                                                                                           

4)  Confronto tra i vangeli canonici e quelli apocrifi                               

5)  Fonti storiche del primo annuncio o enigma della resurrezione                                                                                                              

 6)  Osservazioni su notizie artistiche e storiche disseminate nel testo                                                                                          

 7)  Critica alle calunnie contro il cattolicesimo e l’Opus Dei                                                                                                                  

 

CAPITOLO 1° : LA TRAMA DEL THRILLER E CONTESTO CULTURALE

    Jacques Saumière , curatore del Louvre viene assassinato all’interno del Museo. La vittima lascia una serie di indizi da decodificare a partire dalla posizione che assume durante l’agonia che è quella dell’Uomo Vitruviano. Per decodificare tutti gli indizi viene chiamato un professore di Harvard esperto in simbologie religiose Robert Langdon. Accanto a lui c’è Sophie Neven una giovane crittologa che lavora per la polizia parigina. Il racconto si svolge attraverso una lunga notte di omicidi e di inseguimenti da Parigi a Londra dove verrà scoperta la verità su un misterioso Maestro che aveva orchestrato il complotto. Nella vicenda è coinvolto infatti anche il vescovo dell’ Opus Dei mons. Manuel Tringarosa. Il complotto prevedeva l’uccisione di Saumière , in quanto capo della società segreta chiamata Priorato di Sion, costui era l’ultimo depositario del Santo Graal. Il punto chiave per scoprire il segreto è dato dall’interpretazione dell’ultima cena, un dipinto di Leonardo da Vinci, dove la figura a destra di Cristo non è del discepolo Giovanni ma di Maddalena. La vera storia del Santo Graal è collegata a quella del vero Cristo la cui storia era stata falsificata dalla gerarchia della Chiesa e da Costantino. Quest’ultimo infatti avrebbe occultato quanto riportato su un Vangelo apocrifo di Filippo scoperto a Nag Hammadi nel 1945 e cioè il matrimonio tra Gesù e Maddalena. Quindi il Santo Graal non è il calice che conteneva il sangue di Cristo,ma, come dice Sir Teabing (altro personaggio del libro), una persona: Maddalena.

    Dall’unione con Gesù sarebbe nata una figlia, Sarah,mentre Maddalena secondo il vangelo di Filippo sarebbe stata designata da Gesù a succedergli alla guida della Chiesa in omaggio alla rivalutazione del “ principio del Femminino Sacro”. Queste verità però sarebbero state nascoste da Costantino che volle riconfermare la divinità di Cristo nel Concilio di Nicea del 325. La discendenza di Cristo e Maddalena si sarebbe però prolungata in incognito lungo la storia attraverso la dinastia dei Merovingi e poi, a partire dal 1090 in Terra Santa attraverso il Priorato di Sion, una setta segreta a cui apparteneva Saumière. Ora, l’opposizione degli ultimi eredi del Priorato è guidata proprio dal vescovo Manuel dell’Opus Dei che ingaggia un ex killer per recuperare il cryptex (cilindro di pietra in cui c’è il segreto di Gesù e Maddalena). Questo killer ucciderà gli ultimi depositari del segreto e la sorpresa finale riguarderà la giovane crittologa che scoprirà che il curatore dl Louvre era suo nonno e che lei stessa è discendente di Gesù e Maddalena.

CONTESTO    CULTURALE: Pur essendo un romanziere e non uno storico D. Brown è riuscito a insinuare il dubbio sulla figura di Cristo e sul suo messaggio. Egli ha messo in bocca ad alcuni suoi personaggi calunnie su Gesù, sulla Chiesa e sull’Opu Dei…………insomma sulla storia del cristianesimo. Egli si è posto a riparo delle accuse di diffamazione dicendo “ E’ un’opera di fantasia” ma nella pagina di frontespizio smentisce e dice: “ tutte le descrizioni di opere d’arte ed architettoniche, documenti e rituali contenuti nel romanzo rispecchiano la realtà. Il codice da Vinci si colloca nel contesto culturale americano che da alcuni decenni cerca di demolire le basi storiche del cristianesimo. Una schiera di studiosi ha creato un Jesus Seminar che cerca di individuare con metodo scientifico la versione ufficiale sul messaggio di Gesù. Questo vuol dire che i vangeli canonici composti tra il 60 ed il 100 supportati da codici antichissimi e numerosissimi verrebbero estromessi da testi frammentari di 200 anni dopo. L’impulso a questi studi è venuto dal tedesco Hlmut Koster che sostiene che il vangelo apocrifo di Tommaso sarebbe anteriore a quelli canonici.

 I CODICI DEI VANGELI CANONICI: la prima domanda che ci poniamo è “ siamo sicuri che i testi evangelici che leggiamo oggi, sono quelli scritti dagli Apostoli ?” La critica storica riconosce che i Vangeli sono stati composti nell’ambiente vitale delle prime comunità cristiane per cui c’è una distanza di qualche decennio tra i fatti accaduti e la relazione scritta. I testi sono stati tramandati  dalla tradizione orale cioè dalla predicazione apostolica dei primi decenni dopo la Pasqua alla scrittura. Comunque i 4 vangeli sono stati ridotti in 2083 codici mentre gli Atti degli Apostoli, le lettere di Pietro, di Paolo, l’Apocalisse in un numero minore che si aggira su numerose centinaia.

 

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CONFRONTO CON I CODICI DEI VANGELI APOCRIFI

Ogni vangelo apocrifo ha pochissimi codici e a volte pochi frammenti che rendono difficile l’interpretazione. Quelli canonici invece sono documentati con circa 3500 molti dei quali antichissimi.

 ALTRE OSSERVAZIONI CRITICHE

1)      Non è stato Costantino a decidere quali vangeli inserire nella Bibbia ma è stata la Chiesa primitiva che ha riconosciuto nei 4 vangeli l’origine apostolica confermata dagli stessi criteri, da S. Paolo, S. Pietro e tutta la comunità primitiva. I vangeli apocrifi invece sono stati esclusi non perché negavano la divinità di Gesù ma perché, per renderla credibile, aggiungevano racconti miracolosi descritti come magia puerili e perché aggiungevano teorie filosofiche di età successiva e fuori dal contesto culturale della Giudea del primo secolo.

2)      E’ antistorico dire che nel Cristianesimo non c’è nulla di originale: la diffusione del cristianesimo è dovuta al fatto che il messaggio di Gesù era sconvolgente e originale:

Dio si fa uomo, ama i nemici, perdona, si fa crocifiggere, muore e risorge da morte. Si può dire

che tutto il vangelo è la novità più sconvolgente della storia.

 

3)  E’ incredibile dire che Gesù è stato divinizzato da Costantino con il voto del Concilio di Nicea del 325: tutti e quattro gli evangelisti dicono che Gesù è il figlio di Dio ed il cristianesimo è noto proprio come fede in Gesù vero uomo e vero Dio. Il concilio di Nicea invece ha deciso sul problema della Trinità definendo della stessa sostanza  del Padre. Quindi l’affermazione di Brown sulla divinità di Cristo votata a maggioranza nel 325 è un’invenzione del romanzo.

CAPITOLO 3°: IL PRESUNTO MATRIMONIO TRA GESU’ E MADDALENA

L’invenzione del matrimonio tra Gesù e Maddalena non è originale di Brown ma l’autore l’attinge da un best-seller degli anni ’80 “Il santo Graal, una catena di misteri lunga duemila anni” di Baigent, Lincol, Leigh. Brown fa riferimento ai vangeli gnostici di Tommaso, di Filippo e delle Verità risalenti al 4° sec. Dopo Cristo. Si tratta di scritti che non vengono citati dai Padri della Chiesa ( Clemente, Giustino, Ireneo), che invece citano per ben 20.000 volte i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Questi vangeli gnostici (soprattutto quello di Filippo) parlano dela dottrina valentiniana della “camera nuziale” come luogo dei perfetti accompagnamenti delle “sigizie” emanate da Dio. La cosa più importante è che mai, in nessun testo, anche a seguito, licitano i nomi delle mogli dei suoi discepoli ma mai nessun  nessun cenno ad un rapporto tra Gesù e Maddalena. L’unico passo del vangelo di Filippo usa il termine koinona  per Maddalena. Brown dice che è una parola aramaica che significa “sposa”; in realtà il termine significa “compagna”, quindi indica solo un rapporto d’amicizia. E qui entrano in azione gli storici: essi attenendosi alle fonti parlano di Maddalena che accompagna Gesù in giro per la Galilea, lo sostiene con le sue ricchezze, partecipa alla sua passione, la ritroviamo infatti ai piedi della croce assieme a Maria , fu lei dicono tutti e quattro i vangeli canonici che scoprì la prima il sepolcro vuoto di Gesù e fu lei che per prima vide il Cristo risorto.

In riferimento a Maddalena è importante per la rivalutazione del “principio femminino” uno dei temi presente nel Codice: in effetti bisogna riconoscere che i Vangeli hanno esaltato Maria, madre di Gesù, le Pie donne che con dignità sono state ai piedi della croce durante la passione………… ma da qui a dire che Maddalena è la sposa di Gesù per valorizzare la donna ce ne vuole e come. Lo stesso Gesù ha rivalutato la figura della donna con il suo rapporto con la Madre, accettando le donne come discepole,parlando con le samaritane, facendosi vedere risorto,insomma tutto il suo comportamento si discosta dalla tradizione rabbinica ebraica. In conclusione i vangeli testimoniano un atteggiamento controcorrente e di apertura verso la donna in una società prettamente maschilista ma da qui adire che il primo cristianesimo venerava il “principio divino femminino” il passo è lungo.

 

 

 CAPITOLO 4° : VANGELI CANONICI E APOCRIFI A CONFRONTO

Brown fa continui riferimenti ai vangeli apocrifi gnostici e poi li mette in contrapposizione a quelli canonici. Egli parla di vangeli che Costantino ha cercato di cancellare, di altri ritrovati in una caverna vicino a Qumram e di quelli ritrovati a Nag Hammadi. In tutti questi vangeli si racconta secondo l’autore, la vera storia del Graal e l’umanità di Cristo. Naturalmente il Vaticano, secondo Brown, ha cercato di impedire la diffusione di questi vangeli apocrifi……………vediamoli

 

1)      Vangelo apocrifo dello Pseudo Tommaso : è uno dei più antichi, scritto intorno al 2° secolo, parla dell’infanzia di Gesù, con tanto di giochi e aneddoti vari come “ i compagni di gioco che  danno fastidio muoiono all’istante”. Addirittura Giuseppe dice: “ tutti quelli che lo irritano cadono morti”. Man mano che Gesù cresce usa però il suo potere per  aiutare gli altri. Il vangelo termina con Gesù che parla ai dottori del tempio. E’ ritenuto poco coerente rispetto alla figura storica di Gesù.

 

2)      Vangelo apocrifo di Pietro: di questo vangelo esiste solo un frammento ritrovato nell’Alto Egitto nel 1886. Risalirebbe all’inizio del 2° secolo. In esso sono descritte le ultime ore di Cristo e la sua risurrezione. “ Gesù appare come un gigante e la sua croce parla e cammina”. E’ presente anche Maddalena che per prima va al sepolcro come riferiscono i vangeli canonici.

 

3)      L’apocalisse di Pietro: non è un vangelo ma un resoconto della morte di Gesù. L’impostazione del racconto è dualistica e gnostica: nella crocifissione c’è uno sdoppiamento tra il cristo vero ( che non è afflitto dal dolore fisico e dalle morte secondo la dottrina gnostica) ed il crocifisso che è l’involucro fisico.

 

4)      Vangelo di Tommaso: da non confondersi da quello pseudo - Tommaso. E’ il più famoso tra dei vangeli di Nag Hammadi. Consta di 121 detti o loghie di Gesù , ma non riporta né episodi, né miracoli, né morte o resurrezione. Da questi loghie emerge il dualismo gnostico: il mondo materiale non è stato creato buono e per salvarsi bisogna evitarlo. In esso è considerato un male e si condanna il ruolo della donna che imprigiona nuovi spiriti nei corpi. Questa impostazione gnostica non ha però riscontri in Galilea e in Giudea  all’epoca di Cristo ecco perché gli storici ritengono inattendibile questo apocrifo. La parte più controversa è al detto “121” quando Maddalena appare non come moglie di Gesù ma Gesù rivolto a Pietro dice che “ la trarrà a sé in modo da fare di lei un maschio”. Da questo si capisce l’infondatezza dei discorsi di Brown che esalta invece “il principio divino femminino” contenuto a suo dire nei vangeli apocrifi.

 

5)      Vangelo apocrifo di Maria : scritto intero alla fine del 200. C’è solo un manoscritto e per di più incompleto. Nella prima parte Gesù rivela agli apostoli la natura del peccato secondo le teorie gnostiche. Nella 2° parte dopo la crocifissine Gesù rivela a Maddalena la salvezza dell’anima sempre secondo le teorie gnostiche ma il testo è incompleto proprio in questa parte. Anche questo vangelo si colloca per i suoi contenuti al di fuori del contesto ebraico contemporaneo a Gesù.

 

6)      Vangelo di Filippo : unico codice scoperto a Nag Hammadi, che risale al 3° secolo; è il testo più importante per comprendere le fantasie del codice. Rientra sempre nel filone gnostico: si parla di Maddalena come “amica” di Gesù e non come “ sposa” (secondo Brown)  e  inventa che Gesù baciò Maddalena sulla bocca.

 

        Ora in tutti questi vangeli apocrifi viene esaltata solo in maniera leggera la sua potenza divina…………ma perché questi vangeli apocrifi sono stati esclusi dal canone della Bibbia?

 

 

I CRITERI PER IL CANONE DELLA SCRITTURA:

L’insieme dei libri sacri è stato come un processo lungo che non ha inizio con Costantino ed il concilio di Nicea del 325 come dice Brawn ma già dalla fine del 1° secolo e inizio del 2° cioè 200 anni prima di Costantino erano stati già definiti i criteri per i canone delle Scritture. I quattro vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, divennero canonici perché secondo le comunità della chiesa primitiva, esprimevano fedelmente gli eventi storici riguardanti Gesù. Furono esclusi inoltre tutti quei testi che contenevano deformazioni e alterazioni della tradizione più antica. Molti sono gli autori dei primi secoli che citano esplicitamente i vangeli canonici come fonti autentiche, tra questi ricordiamo: Giustino di Sichem, Sant’Ireneo, Clemente alessandrino, S. Eusebio, San Girolamo.

I criteri di inclusione nel canone sono:

        1)  Antichità : i quattro vangeli sono i più antichi. Vengono esclusi quelli apocrifi perché

                                 alcuni di essi sono stati scritti a più di 300 anni di distanza.  

 

2)      Apostolicità  : gli scritti per essere canonici devono risalire agli Apostoli o ai loro diretti discepoli. Nei quattro vangeli c’è la struttura linguistica semitica: gli apostoli e i testimoni oculari della vita di Gesù erano tutti di lingua aramaica quindi tutti i vangeli da loro scritti risentono del loro modo di pensare e costruire la frase ed il lessico in lingua aramaica. Cosa che non succede nei vangeli apocrifi.

Sottosfondo semitico  : alcune parole ebraiche vengono lasciate così e non tradotte in greco: abbà, alleluia, osanna, Eloì, sabactami. Queste parole sono 26 nel Nuovo Testamento; il fatto che non sono state tradotte in greco dimostrano che erano state impresse in maniera indelebile nelle memorie dei testimoni oculari e che non potevano più dimenticare.

 

Costruzione ebraica della frase  : la struttura è spesso sovrabbondante “ ha aperto la bocca ed ha parlato” . “ Ha alzato gli occhi e ha visto”.

 

Espressioni ebraiche tipiche  : figlio della luce, figlio delle tenebre, figlio del regno.

 

Ripetizione di parole con la stessa radice  : per facilitare la memoria: il seminatore uscì per seminare il seme.

 

Simbolismo semitico  : tu sei Pietro e su questa pietra; edificherò la mia chiesa e le porte degli Inferi: sono tutte parole tipiche del lessico e dello stile aramaico.

 

Inni poetici  e sottofondo semitico  :  il Magnificat di Maria, il Benedictus di Zaccaria, il Padre nostro…………sono tutti brani poetici secondo le regole ebraiche  e non secondo quelle greche.

 

3)      Cattolicità o universalità dell’uso dei Vangeli  : i testi sono stati accettati da tutte le chiese ufficiali. Vennero esclusi molti apocrifi che erano scritti in lingua copta quindi locale o ristretti nell’alto Egitto.

4)      Ortodossia o retta fede  : le opinioni espresse nel testo devono essere fedeli al Cristo storico. Vengono esclusi gli apocrifi che parlano di dottrine che erano fuori dal contesto ebraico come il discorso sul corpo come fonte di peccato, la svalutazione della donna ecc…………….

 

I criteri di definizione del canone sono importantissimi e sono accettati da storici credenti e non. Tutti gli studiosi che sanno leggere il greco o l’ebraico ( cosa che non sa fare Brawn!) concordano sul dire che  quattro vangeli canonici sono fonte storica, attendibile, antica, apostolica ed universale per la conoscenza i Gesù.

 

 

 

I criteri “laici” di selezione delle fonti universalmente validi e riconosciuti dagli studiosi di ogni fede e cultura sono:

 1)      Antichità della fonte storica  : più la fonte è antica e vicina agli eventi e più difficilmente può essere alterata e modificata. I vangeli canonici sono stati scritti 20 – 40 anni dopo gli eventi, quelli apocrifi 100, 200, 300 anni di distanza. 

2)      Fonte dipende da testimoni diretti  : la testimonianza oculare e diretta è essenziale. I discepoli di Gesù erano ebrei, parlavano l’aramaico cioè la loro lingua madre ed i Vangeli pur essendo stati scritti in greco mantengono però il pensiero ed il periodare tipico della lingua semitica originaria…………… quindi i vangeli canonici sono stati scritti in greco ma pensati in aramaico. I vangeli apocrifi invece sono stati scritti in copto e in essi non c’è nessuna traccia di questo sottofondo semitico.

     3)  Il criterio di molteplice attestazione  : le notizie sono tanto più attendibili quanto più attestate   

da fonti più attendibili quanto più attestate da fonti indipendenti. Quindi si eliminano tutti i 

racconti leggendari che sono presenti ad esempio nel vangelo di Pseudo Tommaso

sull’infanzia di Gesù. Gli eventi centrali della storia di Gesù, la sua passione, la morte e

resurrezione sono attestati da tutti e quattro li evangelisti e dai primi Padri della Chiesa.

4)      Criterio di contestualità  : le notizie devono essere compatibili con il contesto storico

dell’epoca. In base a questo criterio si escludono le predicazioni gnostiche, dualiste, maschiliste presenti nel vangelo copto do Tommaso e nell’Apocalisse copta di Tommaso perché estranee al contesto culturale in cui viveva Gesù.

      5)  Coerenza di narrazione   : questo criterio precisa che la sequenza dei fatti raccontati deve

permettere di comprendere la cause degli eventi garantendo la concatenazione storica degli

stessi. Il criterio viene chiamato anche “ spiegazione necessaria” ed è il più importante: ad

esempio il dramma della crocifissione si spiega con una serie di conflitti tra Gesù e  il ceto 

dirigente dell’epoca; solo la predicazione ed i miracoli di Gesù possono spiegare le ragioni

dei confitti con i farisei, con il Sinedrio e la conseguente condanna alla crocifissione.

 

In conclusione: sono proprio i criteri laici degli storici a confermare che i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni sono più attendibili per comprendere il Gesù storico.

Capitolo 5° : Le religioni come falsificazioni

Nelle pagine finali D. Brown dopo l’analisi di Gesù storico vuole abbattere ogni pretesa religiosa. Il suo pensiero è messo in bocca ad un protagonista del libro lo studioso Langton che parla delle religioni come falsificazioni della storia e fa dire a lui che ogni religione descrive Dio attraverso metafore, allegorie e deformazioni delle verità e che le metafore sono un modo per guidare la nostra mente e spiegare l’inspiegabile. In realtà l’uso delle metafore e dei simboli non coinvolgono il nucleo storico cioè l’evento fondamentale del cristianesimo: l’annuncio della morte e resurrezione di Gesù, fondamento della fede. Questo evento è il fatto più documentato e storicamente accreditato dal cristianesimo. La storicità di questo nucleo genetico del cristianesimo, di questo primo annuncio o kerygma  del Cristo risorto si attesta attraverso 3 tipi di argomentazioni: a) filosofia b) storica c) dei codici manoscritti.

a)      Argomentazione filosofica  : per verificare l’attendibilità storica del primo annuncio scritto e completo della risurrezione contenuto nella prima lettera di Paolo ai Corinzi 15, 1 – 8, risalente al 55 - 65 d.C. cioè da 30 anni dopo i fatti. Questo testo insieme ad altre lettere di Paolo sono i resoconti dei testimoni oculari che “ pensavano in ebraico” come risulta dalla sintassi e dal lessico dei testi : Vi ho trasmesso…………che Cristo morì per i nostri peccati, e che fu sepolto, e che è resuscitato e che apparve ai dodici. Tutta la struttura linguistica è ritmica e simmetrica, tipicamente semitica. In conclusione le sintassi contenute in 1 Cor 15, 1 – 8 è la più antica o perlomeno è quella che per prima contiene il kerygma nella sua completezza. “ Fu crocifisso, morì sotto Ponzio Pilato ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture : questa formula dimostra che intorno al 40 d. C. i primi cristiani, consapevoli dell’eccezionalità dell’evento a cui avevano assistito, avevano codificato in termini esenziali e facilmente memorizzabili, i concetti fondamentali del credo cristiano.

b)      Argomentazione storica  : le consequenzialità degli eventi . Di fronte alla sequenza dei fatti descritti nei vangeli canonici, lo storico deve analizzare le consequenzialità degli eventi alla luce del contesto storico dell’epoca. Dai racconti si evince che i discepoli non si aspettavano né la crocifissione né la resurrezione anzi essi per paura di essere catturati restavano chiusi nel cenacolo. Tutte le fonti storiche ci descrivono il “ senso di smarrimento” dei discepoli. Mai si era visto nelle interpretazioni rabbiniche che un Messia venisse crocifisso, la croce infatti era considerata pubblica infamia, abbandono di Dio e che il sospetto da parte di alcuni studiosi che il Sinedrio avesse voluto crocifiggere Gesù proprio per smentire la sua messianicità. Il disorientamento dei discepoli era aggravato anche dal comportamento che essi avevano avuto durante il processo e l’esecuzione di Gesù, Pietro stesso per primo aveva rinnegato ed abbandonato Gesù. La comunità dei discepoli era paralizzata dalla paura delle persecuzioni e dal senso di colpa per aver rinnegato i maestro…………allora lo storico deve spiegare com’è possibile che questa possibilità che questa comunità sia passata nel giro di pochi giorni dallo smarrimento totale, alla smentita pubblica dell’operato i Gesù , all’iniziativa di predicazione e testimonianza che ha cambiato il mondo. Nei testi questo rovesciamento si ha con la constatazione del spolcro vuoto e le apparizioni del Risorto. Da questo momento la vita dei discepoli cambia, essi accettano le persecuzioni ed l martirio pur di difendere la realtà storica della resurrezione. Lo storico di trova quindi di fronte ad una serie di cambiamenti straordinari che devono essere spiegati:

1)      dallo smarrimento dopo la crocifissione, i discepoli passano dall’entusiasmodel primo annuncio del Risorto.

2)      Dalla delusione di fronte a Gesù che subiva la vergogna della croce ( Deut. 21, 22 – 23 : il crocifisso è maledetto da Dio), alla proclamazione di Gesù come il Signore ( kyrios) il figlio di Dio. Si ha quindi il passaggio dal monoteismo alla fede trinitaria.

3)      Dalle aspettative messianiche di un Dio glorioso e trionfante sui nemici all’accettazione di Gesù come “ servo sofferente di Dio” profetizzato da Isaia.

4)      Dalla prospettiva di una comunità messianica che avrebbe restaurato il Regno di Dio con potenza alla prospettiva di una comunità messianica religiosa disposta al martirio.

Tutti questi sono cambiamenti così radicali che solo un evento straordinario può averli prodotti …………… la Risurrezione!

c)  Argomentazioni dei codici manoscritti : la Risurrezione è documentata da milizia di codici, tutti antichissimi, dei quattro vangeli canonici sparsi, nelle biblioteche più antiche del mondo, tutti documentano questo evento miracoloso. Ora non si capisce come mai Brown sostiene che il cristianesimo, proprio nel suo nucleo genetico della fede, sia una “ falsificazione” della storia. Tutte le frasi d Brown sono degne solo di un thriller scritto per guadagnare soldi, sono frutto di fantasia e nulla hanno a vedere con la competenza e documentazione degli studiosi. Oltre però alle documentazioni ed attendibilità c’è da tener presente anche un altro fattore : la scelta di fede che è un atto libero e personale. I primi testimoni dell’apparizione del Risorto hanno deciso di credere e di testimoniare con la vita la verità di questo evento. Anche la nostra scelta di fede sarà sempre un libero atto d fiducia nella testimonianza libera dei primi evangelizzatori

 

 

Tutta la verità sul Codice da Vinci

L'ultima cena di Leonardo da Vinci

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