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Dal 2 dicembre 2006

una nuova realtà pastorale.


Unità Pastorale 

SS. Annunziata - S. Maria delle Grazie - S. Antonio Abate


SS. Annunziata


comune: San Marco in Lamis
zona: San Marco in Lamis


Corso Matteotti
Tel. 0882/831145
Parroco Moderatore: Don Ricciotti Saurino   
Parroco in solido: Don Antonio Ianno 
Vicario parrocchiale: Don Michele Radatti 



Orari SS.Messe:
Feriale: 18.30 (leg. 19.00)
Festivo: 10.00-19.00 (leg. 19.30)

Notizie storiche
primo insediamento di abitanti nella verde vallata ai piedi dell’antico Monastero Benedettino, ora Convento di S. Matteo, vallata attraversata dalla Via Sacra Langobardorum, che dalla pianura portava i pellegrini al monte dell’Apparizione di S. Michele Arcangelo, deve risalire agli inizi del II Millennio.
Nel 1176 Guglielmo II, Re di Sicilia e d’Italia, riconosce all’Abate Gualtiero di S. Giovanni de Lama la dipendenza amministrativa dal Monastero di numerose chiese, casali e abitanti, tra cui la chiesa, il casale e gli abitanti di S. Marco in Lamis.
Il Casale inizialmente contava poche famiglie di agricoltori e pastori a servizio dell’Abate. La chiesa del Casale era una Cappella gestita dai Monaci, forse dedicata all’Evangelista Marco (molti casali assumevano il nome del Santo titolare della chiesa). È probabile che nel secolo XVI, verificatosi un certo incremento demografico, sul suolo dell’antica chiesa o cappella sia stata costruita una nuova più ampia, dedicata a Maria SS. Annunziata, come tante chiese erette all’epoca. In essa vi officiava l’Abate e, più tardi, divenne sede del Collegio dei Canonici, dediti al culto e all’assistenza religiosa degli abitanti.
Dopo il Concilio di Trento, il Decano del Capitolo assunse l’incarico di Arciprete Parroco. Con l’avvento del Regno borbonico ebbe termine la Commenda; il territorio di S. Marco in Lamis divenne Arcipretura nullius e l’Arciprete assunse la responsabilità amministrativa e pastorale in piena autonomia. Fu così fino al 1818, quando Pio VII stabilì che il territorio di S. Marco facesse parte dell’Arcidiocesi di Manfredonia.
I frequenti sismi, con effetti distruttivi, verificatisi lungo i secoli nel territorio della Daunia, richiesero numerosi interventi di riparazioni e restauri negli edifici di culto in particolare. Nel 1841 per la violenza del sisma andò quasi interamente distrutta la Chiesa Collegiata. D. Angelo Del Giudice, Parroco della Collegiata dal 1905 al 1943, nelle risposte al questionario relativo allo stato della chiesa, asserisce che “la Chiesa Collegiata fu riedificata ed ampliata a spese del Comune di S. Marco in L. (autorizzato dal Real Governo) sull’antica diroccata dal terremoto del 1841 e riaperta al culto nel 1860”. Nello stesso questionario viene ipotizzato il Patronato del Comune sulla Chiesa per averla edificata a proprie spese.
Quando Pio IX nel giugno del 1855 eresse la Diocesi di Foggia e unì alla nuova Diocesi S. Marco in L. e il suo territorio comunale, i lavori di ricostruzione della Collegiata erano nella fase ultimativa, diretti dagli Ingg. D’Atri e Girolamo Rossi. La Ditta Francesco De Majo di Napoli fornì e mise in opera l’Altare e la pavimentazione del presbiterio in marmo.
Nel 1904 Mons. Mola fece costruire sull’area della sacrestia i locali del Palazzo Vescovile. Negli anni 1928, 1932, 1934 furono eseguiti lavori per riparare il tetto e ritinteggiare la chiesa a spese del Collegio dei Canonici. Nel questionario citato, D. Angelo De Giudice asserisce che “la Chiesa ha bisogno di tutto il pavimento, meno il presbiterio che è di marmo, di quasi tutto l’intonaco e relative decorazioni in stucco e qualche altra rivista alla tettoia”; dice, inoltre,: “Per le riparazioni non fu raccolta alcuna somma né fu presentato alcun progetto”.
Per riattare la Chiesa, nel 1935 il Podestà del tempo deliberò la concessione di un congruo contributo.
Nel 1948, forti scosse sismiche, verificatesi dal 18 al 21 agosto, resero inagibile la Chiesa, sicché Mons. Farina suggerì di trasferire le attività canonicali e parrocchiali nella Chiesa del S. Cuore (ex S. Chiara); in realtà quelle canonicali furono svolte nella vicina Parrocchia di S. Antonio Ab., mentre quelle parrocchiali nella Chiesa del S. Cuore. L’Arciprete, D. Antonio Giuliani, sollecitò il Genio Civile di Foggia ad accertare l’entità dei danni e stabilire i fondi necessari per le riparazioni. I lavori furono effettuati dal Genio Civile con finanziamento dello Stato e durarono circa nove anni. La Chiesa fu riaperta al culto nel 1957.
Nel 1962, a D. Antonio Giuliani subentrò D. Bonifacio Cipriani, che, oltre a svolgere la sua mansione di Parroco della Chiesa Collegiata, continuò ad assicurare assistenza pastorale agli abitanti di Borgo Celano fino al 5.3.1963.
Durante il ministero parrocchiale di D. Bonifacio, la Chiesa fu chiusa per breve tempo nel 1975, per dar luogo a lavori riguardanti il tetto, con intervento della Regione Puglia, mentre l’impianto idrico, la rete fognante, la elettrificazione delle campane, l’impianto di amplificazione e un piccolo box furono realizzati dal Parroco con mezzi propri e con quelli offerti da amici e benefattori.
Nel novembre del 1980 un nuovo sisma, che ebbe epicentro nell’Irpinia, causò gravi lesioni nelle strutture della Chiesa; questa, resa inagibile, fu nuovamente chiusa al culto e, in attesa che lo Stato intervenisse per le riparazioni e il restauro con i fondi stanziati per danni sismici, il Parroco adattò il locale della sacrestia a provvisoria cappella. I lavori per lentezze burocratiche e tardive operazioni di finanziamento portarono via circa dieci anni. Nel 1990, assicurata l’agibilità, la Chiesa fu riaperta al culto, anche se bisognosa, com’è tuttora, di lavori di completamento.
Nel 1993, gravi ragioni di salute costrinsero D. Bonifacio a dimettersi da Parroco, e la Parrocchia fu affidata a D. Nicola Lallo, che con la cura pastorale si è assunto anche il gravoso onere di far fronte ai tanti lavori rimasti in sospeso.
Il 12.10.1995 nel far richiesta di fondi, presentò un elenco di lavori da fare con relativo preventivo: impianto elettrico secondo le nuove norme, pitturazione della Chiesa, modifiche nel presbiterio, sistemazione del campanile e dei locali della parrocchia, con particolare riferimento alla parte statica ceduta a causa del sisma del settembre 1995, nuova pavimentazione della Chiesa e impianto di riscaldamento. In detta richiesta informò l’Arcivescovo delle spese sostenute per rinnovare l’impianto di elettrificazione delle campane, per ripulire il campanile, per assicurare le finestre della sacrestia con protezione metallica, per fare restaurare il Crocifisso, per provvedere al riscaldamento nella sacrestia e per migliorare l’impianto di amplificazione.
Intanto, a spese proprie e col concorso dei fedeli D.Nicola, nei primi mesi del 1997, ha fatto rinnovare l’impianto elettrico e di illuminazione dalla Ditta Giuttari Tommaso di Foggia.</ />


 

S. Maria delle Grazie


comune: San Marco in Lamis
zona: San Marco in Lamis


Largo S. Maria delle Grazie
Tel. 0882/831988
 

Parroco Moderatore: Don Ricciotti Saurino 
Parroco in solido: Don Antonio Ianno 
Vicario parrocchiale: Don Michele Radatti 


Orari SS.Messe:
Festivo: 8.30

Mancano documenti per individuare l'anno dell'erezione della Chiesa S. Maria delle Grazie.
È ritenuta una delle più antiche chiese di S. Marco in L., a più riprese ed in epoche diverse restaurata.
In vista del Giubileo del 1900 fu totalmente restaurata e decorata e il 26.9.1899 Mons. Mola la riconsacrò dedicandola a Cristo Redentore e a Maria SS. del Rosario, ma comunemente continua ad avere l'antica denominazione.
Adiacente alla Chiesa vi era il millenario cimitero della Città, che fu chiuso in occasione dell' epidemia colerica del 1837 ed eliminato del tutto nel 1909, quando fu costruito il nuovo Camposanto.
Dopo il terremoto del 1837 che danneggiò gravemente la Chiesa Collegiata, la Confraternita del S. Rosario, che aveva sede nella Collegiata, si trasferì nella Chiesa di S. Maria delle Grazie.
Nel 1933, a rendere più decorosa la Chiesa fu invitato il pittore Penati che eseguì gli artistici affreschi della volta.
Per l'incremento demografico e lo sviluppo abitativo verificatosi attorno alla Chiesa negli anni trenta, Mons. Farina, consenzienti il Capitolo Cattedrale di Foggia e quello Collegiale di S. Marco in L., con bolla del 15.9.1936 eresse la Chiesa a sede della nuova Parrocchia intitolata, appunto, "S. Maria delle Grazie".
Il 21.11.1936 fu nominato Parroco D. Angelo Ciavarella, che già vi operava come Rettore della Chiesa e della Confraternita. Al termine del suo ministero parrocchiale, con atto Notar Angelo Gabriele Ciavarella del 22.9.1944, D. Angelo donava, con la forma di Legato, al parroco pro tempore "il sottano di casa attaccato alla Chiesa delle Grazie, diviso in due, in Piazza della Rivoluzione (attuale Largo Madonna delle Grazie), perché con esso faccia più ampia la sacrestia".
Il 29.9.1944 fu nominato Vicario Economo D. FeliceBonfitto, che divenne Parroco il 19.3.1945.
Nel 1956, ad opera di Del Mastro Angelo muratore fu realizzata la nicchia della Madonna del Rosano.
Verso la fine degli anni '50, D. Felice tentò di ottenere dal Comune di San Marco un suolo retrostante alla Chiesa, su cui intendeva costruire, con i fondi dello Stato, la Canonica e i locali per le attività pastorali.
La richiesta fu respinta,perché su quel suolo c'è vincolo demaniale.
Visto fallito il tentativo, D. Felice decise di operare sul sottano avuto in Legato.
Infatti, il vano fu completamente trasformato dalle fondamenta e insieme ai vani ricavati con la sopraelevazione, fu adibito a Casa parrocchiale, abitata dal Parroco fino al 1980.
Non utilizzata più come Canonica, perché ceduta in fitto, nel 1986passò in proprietà dell'Istituto Diocesano Sostentamento Clero, come tutti i beni e gli immobili non utilizzati pastoralmente dalle Parrocchie.
La realizzazione della Canonica fu molto contestata dal proprietario dell' abitazione confinante per presunte irregolarità e presunti danni arrecati: faccenda risolta per via giudiziaria.
Con le autorizzazioni, richieste a più riprese all'Ufficio Amministrativo Diocesano e al Vescovo Mons. Lenotti, dall'ottobre '64 all'agosto '67, D. Felice e il Priore della Confraternita vendettero a privati sette-otto casupole fatiscenti e onerose.
Col ricavato della vendita, salvo l'obbligo di soddisfare agli oneri dei Legati, D. Felice potè realizzare la trasformazione del presbiterio per adeguarlo alle nuove norme liturgiche: fu demolito il vecchio altare ed eretto il nuovo al centro del presbiterio e sull'altare fu collocato un tabernacolo mobile.
Agli inizi degli anni '70 l' Arch. S. Ceddia realizzò nel presbiterio un palco in muratura a forma semicircolare, allo scopo di chiudere esteticamente l'ancona marmorea rimasta indefinita dopo la demolizione dell' altare.
Tra la metà e la fine degli anni '80, D. Antonio Ianno, nominato Parroco il 1°.12.1980, con i fondi della Regione Puglia, fece riparare il tetto della Chiesa e, con mezzi propri e le offerte dei fedeli, provvide all'impianto di riscaldamento,installato dalla Ditta Gravina Angelo di S. Marco in L.
Durante detti lavori, nel 1985, fece collocare il nuovo Tabernacolo realizzato su disegno del Prof. F. Pirro e messo in opera da Gravina Giovanna. Nel 1988 D.Antonio ottenne, dopo la morte di D. Felice, i locali della Canonica, per adibirli ad uso pastorale.
Il 29.9.1995 D.Antonio fu nominato Parroco dell'Addolorata e nella stessa data la Parrocchia delle Grazie fu affidata a D. Luigi Lallo, che nel contempo è Parroco di S. Antonio Abate.
Il 6.10.1955 dall'Ufficio Tecnico del Comune di S. Marco la Chiesa è stata dichiarata inagibile a causa di continue scosse telluriche che hanno provocato evidenti macrofessurazioni alle strutture.
Attualmente la Chiesa è chiusa al culto, bisognosa di lavori di riparazione e restauro.
 

S. Antonio Abate


comune: San Marco in Lamis
zona: San Marco in Lamis


Corso Matteotti, 136
Tel. 0882/831148
 

Parroco Moderatore: Don Ricciotti Saurino 
Parroco in solido: Don Antonio Ianno 
Vicario parrocchiale: Don Michele Radatti 
 


Orari SS.Messe:
Festivo: 11.30

La Chiesa di S. Antonio Abate era ritenuta fondata dai Cavalieri di Malta nella seconda metà del secolo XVI e officiata da Religiosi, ma un frammento di iscrizione lapidea, scoperto durante i lavori eseguiti nella seconda metà di questo secolo e collocato sulla parete sinistra, appena si entra in Chiesa, riporta il nome di un certo Fra Jacopo, a cui si deve la costruzionedel tempio, e due date, 1408 e 1414, che, secondo l'opinione di studiosi locali, indicherebbero l'inizio e il termine della costruzione del tempio dedicato, fin dall'inizio, a S. Antonio Abate.
La forma e lo stile della chiesa antica erano tipiche dell'epoca.
Certamente, lungo i secoli successivi, subì sostanziali modifiche fino a giungere alla forma attuale.
La Chiesa, costruita extra moenia, fu ben presto circondatada nuove abitazioni.
Nel 1722, il Vescovo di Vieste, delegato dal Cardo Francesco Del Giudice, Abate nullius di S. Marco in Lamis, visitò la città e riscontròla necessità di smembrare il territorio della Chiesa abbaziale della SS. Annunziata per erigere in S.Antonio Abate una seconda Parrocchia, dato l'incremento abitativo e demografico della città.
Previo Regio Assenso del l 0.7.1723, la Chiesa di S.Antonio Abate fu eretta Parrocchia il 23.12.1724.
Dopo il canonico concorso, fu designato Parroco D. Crocinio De Carolis.
A sostentamento del Parroco, il Comune di S. Marco in Lamis assegnò in proprietà alla nuova Parrocchia due orti con relativi cespiti, fino a qualche tempo prima utilizzati come deposito di rifiuti.
Il 20.3.1862, assicurando al Parroco un congruo sostentamentopari alla rendita degli orti, il Comune si riappropriò degli orti per destinarli a suoli edificatori.
Nel 1864 la Chiesa fu chiusa perché inagibile e bisognosa di urgenti lavori di riparazione.
In quella circostanza si costituì una commissione fonnata dall'Arciprete D. Eugenio Moscarella, dal Can. D. Sebastiano Parisi, da D. Esco Paolo Tancredi, dal farmacista Dr. Giuseppe Giordano, dal Notaio Dr. Gabriele Durante e dal Dr. Giuseppe Tardio, che col contributo personale, con le offerte della Confraternita e del popolo e con prestito del Dr. Tardio dette finalmente inizio ai lavori, che durarono dal 1.8.1876 al 31.10.1878.
Il giorno dopo, Solennità di Tutti i Santi, la Chiesa fu benedetta e riaperta al culto.
Anche negli anni di ministero pastorale di Mons. Salvatore Bella, furono necessari lavori di restauro e la Chiesa fu riaperta qualche mese prima della Visita Pastorale del 1911.
Nel 1931 furono eseguiti altri lavori, risultanti urgenti dalla perizia firmata il 14.5.1930 dall'Ing. Pietro Ciavarella: riparazione del tetto e della volta cassettonata.
Con la riparazione del tetto, fu cambiata la volta e rifatta la facciata della Chiesa.
Il pittore L. Perrone decorò la Chiesa con artistici affreschi.
Nella relazione a firma dell'Ing. Vincenzo Tiani del 2.1.1954 fu riscontrata l'urgenza di altri lavori per eliminare infiltrazioni di umidità del sottosuolo, causa di danni al pavimento, alle pareti, alle lesene e alle comici, e per revisionare il tetto e i canali di gronda.
Per questi lavori, il Parroco D. Angelo Lombardi fece richiesta di fondi al Ministero delle OO.PP.,tramite la Commissione Pontificia per l'Arte Sacra.
I lavori furono eseguiti dal Genio Civile di Foggia e durarono dall'aprile 1961al 1964.
In quell'occasione furono riparati gli altari e realizzati il nuovo altare maggiore e la balaustra in marmo, il Battistero in pietra d'Apricena e marmo colorato, furono eliminate le nicchie lungo la navata, rinnovato l'impianto elettrico e di amplificazione, furono fatti ex novo la bussola d'ingresso, i banchi e i confessionali e, infine, fu acquistato l'organo elettrico.
Nel 1963 la Chiesa fu rinnovata negli affreschi ad opera del pittore L. Perrone.
Il 22.12.1964 Mons. Giuseppe Lenotti consacrò il nuovo altare maggiore.
Nel gennaio 1973, D. Angelo chiese ed ottenne da Mons. Lenotti l'autorizzazione a vendere 38 casupole, proprietà della Parrocchia, per poter col ricavato della vendita, salvo l'obbligo proveniente dai Legati, acquistare qualche immobile, nei pressi della Chiesa, da utilizzare come Canonica.
Nel 1975, con i fondi stanziati dallo Stato per danni sismici, furono eseguiti lavori di riparazione e furono rinforzate le strutture del tetto della Chiesa.
Si colse l'occasione per rifare il pavimento.
Nel 1977, su idea di D. Angelo, fu modificato il presbiterio, costruendo l' esedra con catino e arredando l'area presbiteriale di elementi suggeriti dalle nuove norme liturgiche: la mensa eucaristica, lasede del celebrante, il Ciborio, l' ambone e alcunemensole, tutti realizzati in pietra d'Apri cena dal mannista Michele Leone di S. Marco, su disegno dell'Arch. Saverio Ceddia, che progettò anche il pavimento del presbiterio in lastre di pietra bocciardata.
Il tutto fu possibile grazie alla generosità del Notaio Dr. Francesco Tardiò.
In quello stesso anno, anche col concorso generoso dei parrocchiani, fu installato l'impianto di riscaldamento per la Chiesa.
Qualche tempo dopo, sul limitare del transetto destro fu collocato il nuovo Battistero in ceramica, opera dell'artista Prof. Enzo Liberti.
Completati i lavori di trasformazione, l' esedra del presbiterio fu decorata con affreschi d'ispirazione moderna dal prof. Filippo Pirro, nel 1978.
Il 1.12.1984 D. Angelo fu autorizzato da Mons. Salvatore De Giorgi ad acquistare, senza oneri per la Diocesi e per la Parrocchia, l'immobile appartenente alle sorelle Luigia e Clelia De Theo, ubicato in Via G. Bruno 13, per destinarlo a Casa Canonica.
Previe autorizzazioni dell'Arcivescovo e della Prefettura di Foggia (22.4.1985), con atto Notar Giuliani del 26.6.1985 detto immobile passò in proprietà alla Parrocchia.
Nel novembre 1993, il nuovo Parroco D. Pietro Giacobbe, grazie al concorso generoso dei fedeli, fece installare la nuova centrale termica per il riscaldamento della Chiesa.
Fin dall' anno della sua fondazione, 1722, ha sede in S. Antonio Abate la Confraternita di Maria SS. del Carmine, legalmente riconosciuta con Regio Assenso del 1759.


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