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Programma Pastorale 2006 - 2007

 

Unità pastorale SS. Annunziata-Sant’Antonio Abate-Santa Maria delle Grazie

San Marco in Lamis (FG)

 

LINEE PROGRAMMATICHE PASTORALI

 

“Suscitare la curiosità della Parola”

 

Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: E' andato ad alloggiare da un peccatore! Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto. Gesù gli rispose: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

(Lc 19, 1-10)

 

In un tempo in cui spesso si fatica a trovare delle ragioni per sperare, coloro che mettono la propria fiducia nel Dio della Bibbia hanno più che mai il dovere di “rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in loro” (1 Pt 3,15).

La speranza biblica e cristiana non significa una vita nelle nuvole, il sogno di un mondo migliore. Non è una semplice proiezione di quello che vorremmo essere o fare (Lettera da Taizè, 2003/3). Essa ci porta a vedere i semi di questo mondo nuovo già presente oggi, a costruire un Regno di Dio “già fra noi, ma non ancora”.

Se la speranza è presente nel cuore di ogni uomo e donna, il Crocifisso Risorto è il nome della speranza cristiana. Vedere, incontrare e comunicare il Risorto è il compito del testimone cristiano (Traccia di Riflessione per il Convegno Ecclesiale di Verona).

Con la Chiesa Italiana, nei prossimi 10 anni vogliamo camminare con lo sguardo rivolto a Gesù Risorto, senza dimenticare la concretezza dell’oggi del tempo e della storia. Una concretezza che per l’uomo del XXI secolo diventa fragilità e limite, vita affettiva e relazionalità, ansia per un lavoro giusto e desiderio di riposo e festa, impegno ad essere cittadini attivi e bisogno di comunicare la propria fede. Accogliamo, pertanto l’invito dei nostri Vescovi a riflettere e lavorare su queste cinque dimensioni fondamentali dell’uomo, senza dimenticare la scansione del programma pastorale diocesano nel trinomio “Ministero della Parola-Liturgia-Carità”.

Consapevoli della necessità di vivere il cammino della Diocesi, vogliamo, tuttavia, evitare il rischio di diventare un’isola, avulsa dalla realtà della Chiesa Italiana.

Proponiamo, pertanto, una cammino pastorale scandito in tre anni, che abbia come fulcro, anno dopo anno, una delle tre Parole Chiave indicateci dal Vescovo, scegliendo di storicizzarle in uno degli ambiti di impegno che ci hanno guidati nel cammino verso il IV Convegno Ecclesiale di Verona.

La scansione proposta è la seguente:

 

Anno Pastorale

Parola chiave

Ambiti di impegno

2006-07

Parola di Dio

Fragilità – Vita Affettiva

2007-08

Liturgia

Tradizione

2008-09

Carità

Cittadinanza – Lavoro

 

L’anno pastorale 2006-07 sarà dedicato alla riflessione sul Ministero della Parola; come ambiti di impegno abbiamo scelto le dimensioni della fragilità e della Vita Affettiva, consapevoli che esse sono il luogo privilegiato perché la Parola di Dio diventi annuncio di Cristo Risorto ed occasione di salvezza.

Per dare concretezza a questa nostra proposta abbiamo scelto uno slogan semplice, che sintetizzi con poche parole il cammino di questo anno pastorale (Suscitare la curiosità della Parola), e un’icona biblica, che faccia da riferimento al cammino della comunità e delle Associazioni e delle aggregazioni laicali (Zaccheo: Lc 19, 1-9).

Come Zaccheo, anche noi siamo segnati dall’esperienza del limite e della fragilità; la nostra bassa statura ci impedisce di vedere e incontrare il Signore Risorto. Siamo, tuttavia, disposti a salire sul sicomoro per vedere, perché la curiosità ci spinge ad andare oltre.

L’immagine della casa e del banchetto, infine, esprimono bene la dimensione della familiarità e della vita affettiva, luogo privilegiato dell’annuncio della salvezza.

Con Zaccheo, ci impegniamo a crescere in tre direzioni:

  1. La curiosità e la conoscenza della Parola di Dio e la necessità di edificare una nostra Dimora interiore.
  2. Il sostegno e la vicinanza alle famiglie del nostro territorio
  3. La relazionalità fra i gruppi e le associazioni della comunità parrocchiale

 

Curiosità e conoscenza della Parola di Dio

  1. Suggeriamo che la Parola di Dio sia intronizzata all’inizio dell’anno pastorale in un luogo ben visibile delle nostre chiese, per dare il senso della sua centralità; inoltre sulla Parola di Dio si preparino dei momenti di preghiera, delle veglie, delle attività tutte da inventare e studiare per ricordare la sua presenza nella comunità (…per meglio esplicitare: non intendiamo dei semplici momenti di preghiera in cui si legga un brano della Bibbia- questo già lo facciamo!; suggeriamo dei momenti in cui si compiano dei gesti direttamente collegati alla Parola di Dio, perché il segno possa rimandare ad “un senso più profondo”: un Vangelo strappato, un Libro che si apre o che si chiude…si può dare libero sfogo alla propria fantasia!!!).
  2. Per favorire la conoscenza della Bibbia, sarebbe opportuno offrire un corso biblico/catechesi di iniziazione alla Parola con cadenza mensile: al di là dei termini pensiamo ad una catechesi sulla Bibbia!
  3. Valorizzazione del momento della Liturgia della Parola, con l’intronizzazione del Lezionario e con tutti gli altri segni liturgici che la fantasia può suggerire. Pensiamo che il momento della Liturgia della Parola vada valorizzato non solo nella celebrazione delle 10.00, ma in tutte le celebrazioni festive.
  4. Per favorire la riflessione sulla Parola di Dio, sarebbe opportuno stilare un foglietto con il Vangelo della domenica e una piccola riflessione (una o due frasi), da distribuire alla fine delle celebrazioni domenicali e da far giungere alle famiglie, grazie all’azione capillare dei gruppi (si potrebbero sfruttare i ragazzi de catechismo e dell’ACR) e degli operatori pastorali (ad es. operatori della Caritas e ministri della straordinari dell’Eucarestia).
  5. Consegna del Vangelo di Luca, a tutti i ragazzi in preparazione ai sacramenti (…questo segno potrebbe essere esteso alle coppie che chiedono il matrimonio o ai genitori che chiedono il Battesimo per i propri figli).
  6. Cineforum sulla Parola di Dio (con film più o meno noti): speriamo che un linguaggio e un modo di comunicare più accattivante contribuiscano a rendere più appetibile la Bibbia. Tempi e modi del cineforum saranno stabiliti dagli incaricati.
  7. Per gli addetti ai lavori (in primis i catechisti e gli operatori pastorali), suggeriamo quest’anno un cammino di formazione centrato sul Vangelo di Luca e su alcuni documenti: Dei Verbum, Comunicare il Vangelo in un Mondo che Cambia, Questa è la nostra fede (nota pastorale sul Primo Annuncio).

 

La Famiglia

Suggeriamo tre semplici aspetti e/o iniziative e un’attenzione:

1.      Una delle emergenze più gravi del nostro territorio parrocchiale è una diffusione preoccupante del fenomeno del bullismo e delle devianze soprattutto fra i preadolescenti. Alle famiglie, ma anche a noi parrocchia, mancano le energie necessarie per porre in opera dei rimedi efficaci: suggeriamo che la nostra comunità parrocchiale si faccia promotrice di un tavolo permanente di confronto, che coinvolga parrocchia (o parrocchie se l’iniziativa diventa vicariale), rappresentanti delle famiglie, della scuola e delle istituzioni. Di fronte la silenzio delle Istituzioni, nell’anno in cui noi siamo chiamati a comunicare la speranza, noi non possiamo tacere le situazioni di fragilità e degrado del nostro territorio, né possiamo esimerci dal pensare e dal porre in opera soluzioni concrete per superarle.

2.      Per aiutare le famiglie nel loro compito educativo, vorremmo proporre un cammino di formazione alla genitorialità (con cadenza mensile, quindicinale)…in cui con l’aiuto di esperti, si affrontino gli argomenti più concreti e delicati, da quelli affettivi e spirituali, a quelli sociali e psicologici. Il Catechismo parrocchiale, l’Azione Cattolica e l’AGESCI, per la loro tensione educativa nei confronti di adolescenti e preadolescenti potrebbero essere il trampolino di lancio per questa iniziativa

3.      Adotta una famiglia: per favorire la relazionalità e il sostegno alle famiglie in difficoltà, vogliamo proporre l’adozione delle famiglie in difficoltà da parte di famiglie inserite nel cammino della comunità parrocchiale. Tempi e modi possono essere stabiliti solo dopo un attento cammino di preparazione e di verifica della fattibilità dell’iniziativa!

4.      Come ultimo aspetto per la dimensione della familiarità e della vita affettiva, non suggeriamo nessuna iniziativa concreta, ma vorremmo che nei cammini dei gruppi e delle aggregazioni ecclesiali  sia dato più spazio all’educazione all’affettività e alla sessualità.

 

Relazionalità fra i gruppi

1.      Per sfatare le leggende metropolitane che girano sui gruppi all’interno della nostra comunità, suggeriamo la creazione di un tavolo permanente dei gruppi, in cui ogni gruppo e associazione possa far conoscere la propria specificità. Il tavolo deve, inoltre, essere il luogo di progettazione di iniziative concrete comuni o specifiche che ciascun gruppo metterà in atto nell’ottica della comunicazione della speranza. Le iniziative devono essere verificate nella stessa sede. Il tavolo potrebbe essere articolato per fasce di età (ad es. ragazzi, giovani, adulti…la fantasia non ci manca!). In questa occasione di confronto suggeriamo che i gruppi pensino anche a dei momenti di convivialità!

2.      Per favorire un ulteriore comunicazione e scambio di esperienze fra i gruppi e la comunità, potrebbero essere valorizzate alcune iniziative particolari, come ad es. i ritiri (pensati per una giornata intera, con momenti di confronto e condivisione da pensare e studiare!!!).

 

 

 

La vita della comunità sarà scandita dai ritiri nei tempi forti (Avvento, Quaresima, fine anno) e dalla vita liturgica “ordinaria” (novene dell’Immacolata, di Natale  e di Pentecoste; novene dei santi patroni -Annunciazione, Sant’Antonio Abate e Madonna delle Grazie; la novena di San Marco, San Michele e le giornate eucaristiche in occasione di Cristo Re; il mese di giugno, dedicato al Cuore di Gesù; i tridui e giornate eucaristiche varie), dalle iniziative che la Diocesi proporrà, dalle eventuali iniziative vicariali e dalle iniziative proposte dai gruppi e dai movimenti ecclesiali (Azione Cattolica, AGESCI, OFS, Gruppo di preghiera “Padre Pio”, Oratorio, Confraternita di San Michele, Confraternita del Carmine, gruppo Coppie Missionario).

Questi momenti ordinari potrebbero diventare occasioni di riflessione sul Vangelo di Luca, scegliendo di volta in volta un aspetto diverso: Il Cristo amico dei peccatori e degli ultimi, il Cristo pellegrino, la figura di Gesù in Luca, la misericordia di Dio…

Non abbiamo pensato ad un programma ricco di appuntamenti, per non appesantire ulteriormente la vita della comunità e dei gruppi. Nella novità degli indirizzi e delle linee comuni, pensiamo ad un cammino pastorale che nell’ordinarietà dei momenti liturgici e negli appuntamenti normali (perché ormai sono entrati nel vissuto della parrocchia) e nel cammino dei gruppi sappia valorizzare l’esistente, fornendo nuovi contenuti (…anche se il vangelo e la voce della Chiesa è la stessa da 2000 anni!!!) e nuovi spunti di riflessione.

Nell’alveo di questo cammino ordinario abbiamo suggerito solo alcune iniziative particolari, per non disperdere le energie, ma convogliarle sull’essenziale, convinti che un cammino di fede bello e significativo non si costruisce sulla quantità, ma sulle esperienze forti!

Alleghiamo alla programmazione la preghiera in preparazione al Convegno di Verona: è un inno di lode alla Trinità e un canto di speranza, per questo vorremmo che in questo anno pastorale diventasse la preghiera comune della nostra comunità e di tutti i gruppi  e le aggregazioni ecclesiali.

 

 

I Sacerdoti dell’unità pastorale e il Consiglio Pastorale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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