ZOLLE DI TERRENO BUONO

IL MIRACOLO

“Tu credi ai miracoli?”.

“Si”.

“Si? Ma ne hai mia visto uno?”.

“Un miracolo? Si”.

“Quale?”.

“Tu”.

“Io? Un miracolo?”.

“Certo”.

“Come?”.

“Tu respiri. Hai una pelle morbida e calda. Il tuo cuore pulsa. Puoi vedere. Puoi udire. Corri. Mangi. Salti. Canti. Pensi. Ridi. Ami. Piangi…”.

“Aaah… Tutto qui?”.

 

Tutto qui.

 


IL LIBRO

Un giovane muratore lavorava alla demolizione di una casa che doveva essere ristrutturata. Ad un tratto, staccando un pezzo di intonaco, vide che un mattone era stato sostituito da un libro. Un grosso volume che era stato murato. Incuriosito, lo tolse. Era una Bibbia. Chissà come era finita là…

Il giovane muratore non aveva mai avuto molto interesse per le cose religiose, ma durante la pausa del pranzo cominciò a leggere quel libro.

Continuò alla sera, a casa, e per tante altre sere. A poco a poco scoprì le parole che Dio indirizzava proprio a lui. E la sua vita cambiò.

Due anni dopo, l’impresa del muratore si trasferì per lavoro in Arabia. Laggiù, gli operai condividevano piccole camerette. Una sera, il compagno di stanza del muratore lo osservò mentre cominciava tranquillamente a leggere la sua Bibbia. “Che cosa leggi?”, gli chiese.

“La Bibbia”.

“Uff! La Bibbia! Tutte balle! Pensa che io, una volta, ne ho murata una nella parete di una casa vicino a Milano. Sarei curioso di sapere se il diavolo è riuscito a farla uscire di là!”.

Il giovane muratore, sorpreso, guardò il suo compagno.

“E se io ti facessi vedere proprio quella Bibbia?”.

“La riconoscerei, perché l’avevo segnata”.

Il giovane muratore porse al compagno la sua Bibbia: “Riconosci il tuo segno?”.

L’ altro prese in mano il volume e rimase turbato. Era proprio la Bibbia che aveva murato, dicendo ai compagni di lavoro: “Voglio proprio vedere se uscirà di qui sotto!”.

Il muratore sorrise: “Come vedi, è tornata da te”.